La Nuova Sardegna

Olbia

Ciclone Cleopatra, il processo continua

di Giampiero Cocco

Esaurita ieri la lista testi della procura della Repubblica, in ottobre arrivano in aula quelli della difesa

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TEMPIO. Il processo per l’alluvione del 18 novembre 2013 è arrivato al giro di boa nell’istruttoria dibattimentale. Esauriti i testimoni dell’accusa con l’audizione, ieri mattina, dell’ex vice comandante dei vigili del fuoco di Sassari Luca Manselli il quale, nel rispondere alle domande del Pm Domenico Fiordalisi e a quelle di alcuni difensori di parte civili, avvocati Mario Perticarà, Domenico Putzolu e Giampaolo Murrighile, ha spiegato come funzionò, quella sera la catena di comando nelle operazioni di soccorso. Il Coc di Olbia - centro operativo comunale – venne istituito a tarda sera, e sino ad allora ci si era mossi seguendo le indicazioni che arrivavano, a livello regionale, dalla protezione civile, con le componenti provinciali. «La deposizione del vice comandante conferma la tesi della Protezione civile, secondo la quale l'attivazione dell'unità di crisi venne disposta a livello regionale e provinciale, ma non locale, per quel che riguarda la città di Olbia, a differenza di altre realtà come Monti in cui, invece, i cittadini vennero messi in salvo dagli stessi amministratori comunali e dal personale del comune», ha inteso sottolineare l'avvocato Giampaolo Murrighile, che rappresenta i parenti di alcune vittime. L'udienza, durata un paio d'ore, è stata aggiornata al 10 ottobre prossimo quando, esaurite le deposizioni di due testi d’accusa, parleranno in aula i testimoni citati dalle parti civili e dalla difesa, una cinquantina di persone in tutto. Il collegio giudicante, presidente Gemma Cucca, ha già predisposto il calendario disponendo l’audizione, per motivi organizzativi, di una decina di testi per udienza. Nel procedimento sono indagati, per omicidio plurimo colposo e mancato avviso di pericolo alle popolazioni, i sindaci di Olbia e Arzachena e diversi funzionari comunali e provinciali.

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