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Olbia

Aeroporto, agosto boom con 573mila passeggeri

di Guido Piga
Aeroporto, agosto boom con 573mila passeggeri

Estate da record, superati di gran lunga i numeri precedenti alla crisi del 2008 Decisiva la politica di Geasar e il richiamo sempre forte della Costa Smeralda

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OLBIA. Capita di leggere spesso report economici e finanziari in cui è scritto: “questo settore è tornato ai livelli prima della grande crisi del 2008, quest’altro ancora non ha recuperato quei numeri, quest’altro ancora invece sta andando sempre peggio”. A volte può succedere di leggere che le cose vanno anche meglio di come erano state lasciate nel 2008, l’anno primo della recessione mondiale. È il caso dell’aeroporto di Olbia.

I passeggeri di luglio e agosto di otto anni fa erano stati 671 mila; i passeggeri degli stessi due mesi di quest’anno sono stati oltre 1 milione (573 mila solo ad agosto). Trecentomila in più, secondo i dati pubblicati da Assaeroporti: una performance stratosferica spiegabile con più fattori.

La politica dell’aeroporto. Lo scalo di Olbia è privato, da sempre: lo gestisce Geasar, società dell’Aga Khan. Il suo management, sulle orme del tracciato avviato anni fa dall’ex ad Susanna Zucchelli, non si è mai voluto legare a una sola compagnia aerea, neanche alla controllante e spesso traballante Meridiana. Le low cost sono state fatte entrare piano piano, senza troppi esborsi pubblici. La prima fu Hapag Lloyd, poi sono arrivate easyJet, Vueling, Volotea, solo per citare le ultime. Ryanair non è mai stata accolta, eccezion fatta per una rotta verso la Gran Bretagna aperta anni fa e subito chiusa. Non un dramma: nella passata estate le rotte attive con Olbia erano 87, di cui 61 internazionali, servite da una ventina di compagnie. Numeri che non valgono per l’autunno-inverno, periodo in cui i voli diminuiscono radicalmente.

Il ruolo dei lavoratori. Non sempre viene messo in evidenza, ma dietro i successi dell’aeroporto c’è anche il grande lavoro dei dipendenti. I mesi estivi sono stati anche un test: è stata sperimentata la collaborazione tra Geasar e la società di gestione di Cagliari (pubblica), una partnership che potrebbe essere consolidata. I lavoratori, al check in, in rampa, alle informazioni, con un numero finalmente adeguato, hanno fornito un servizio nella maggior parte dei casi soddisfacente. E non era facile gestire i 573 mila passeggeri ad agosto (+10% sullo stesso mese del 2015), di cui 261 mila stranieri.

Costa Smeralda e geopolitica. Dietro il boom degli arrivi all’aeroporto di Olbia, ovviamente ci sono altre considerazioni. Il Mediterraneo che si è ristretto - per usare una fortunata immagine di uno storico francese - ha favorito la Sardegna. Per ragioni diverse, dal terrorismo di matrice islamica all’instabilità economica, Egitto, Tunisia, Grecia e, in parte, Francia sono state considerate aree meno sicure. L’Isola ne ha giovato.

E in questo contesto, la Costa Smeralda - che è sempre una campagna di marketing efficaccissima che la Sardegna ha il lusso di avere senza dover spendere un euro - ha avuto un grande potere attrativo. Andare in aeroporto a Olbia vuol dire andare in Costa Smeralda. E questo aiuta, non poco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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