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Olbia

dopo le cure

Tornano in libertà 23 tartarughe

Tornano in libertà 23 tartarughe

Erano state salvate dalle fiamme e dalla strada dal dottor Amadori

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OLBIA. Le hanno curate per mesi. Qualcuna ha anche pezzi di carapace nuovo di zecca, fatto per esempio in vetroresina. Ventitré tartarughe sono così tornate libere tra prati e cespugli dopo aver seriamente rischiato la vita. Sono quelle raccolte per strada dopo essere state schiacciate dalle auto. Tra loro anche le tartarughe salvate tra le fiamme che durante l’estate hanno incenerito centinaia di ettari in tutta la Gallura.

A occuparsi del primo soccorso è stato il veterinario olbiese Salvatore Amadori. Poi le tartarughe, tutte testudo marginata, sono state ricoverate nel Centro di recupero fauna selvatica di Bonassai. Dopo Salvatore Amadori è tornato a riprenderle e le ha consegnate agli uomini del corpo forestale, che le hanno liberate nelle campagne di Olbia, Golfo Aranci, Palau e Loiri Porto San Paolo.

«Sono le tartarughe salvate negli ultimi mesi, magari soccorse anche dai turisti – spiega dottor Amadori –. Le abbiamo curate. In alcuni casi è stato ricostruito il carapace con materiali particolari, tipo vetroresina. È stato molto importante il periodo di ospedalizzazione a Bonassai. La tartaruga più piccola ha circa 10 anni, la più grande 75. Sono dei rettili e una volta curate possono tranquillamente tornare a vivere nel loro habitat. Gli uomini della forestale le hanno liberate in siti specifici». Il veterinario ricorda anche che è vietato possedere in casa o in giardino le testudo marginata: «Si va incontro a multe molto salate. Le tartarughe devono restare libere». (d.b.)

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