La Nuova Sardegna

Olbia

Clea, ammortizzatori sociali per le 120 lavoratrici a rischio

di Serena Lullia
Clea, ammortizzatori sociali per le 120 lavoratrici a rischio

L’assessore Piras: no alla mobilità. I sindacati: valutiamo cassa integrazione e contratti di solidarietà Nuovo incontro tra 20 giorni. Iervolino aspetta l’esito del ricorso al lodo arbitrale da 4 milioni di euro

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OLBIA. Affida al ricorso contro la Asl di Nuoro il futuro della Clea e dei 120 lavoratori che rischiano di perdere il posto. Gianni Iervolino, proprietario della lavanderia industriale, congela la mobilità per i dipendenti fino alla metà di ottobre. Tra venti giorni si saprà se verrà ribaltata la decisione che lo ha visto perdere il lodo arbitrale contro la Asl di Nuoro con l’obbligo di risarcire l’azienda sanitaria con 4milioni e mezzo di euro. Un debito che ha fatto colare a picco il bilancio e costretto Iervolino a portare i libri contabili in tribunale. Resta in bilico il futuro di 120 lavoratrici. In attesa dell’esito del ricorso i sindacati non resteranno con le mani in mano.

Ammortizzatori sociali. Insieme alla Regione valuteranno quali ammortizzatori sociali applicare alla Clea. Si pensa ai contratti di solidarietà e alla cassa integrazione a rotazione. Nessun passo indietro sul no alla mobilità.

Il tavolo. Al tavolo coordinato dalla Regione si sono seduti l’assessore all’Industria Maria Grazia Piras, i sindacalisti Giacomo Migheli, segretario regionale Filctem Cgil e Luca Velluto della Fecma Cisl. Con loro l’imprenditore Gianni Iervolino e Gian Simone Masia, direttore di Confindustria nord Sardegna.

Il limbo. Iervolino ha definito la situazione della sua azienda un limbo. Prima di fare una scelta di prospettiva vuole aspettare l’esito del ricorso al lodo arbitrale fissato per metà ottobre.

Tutela dei lavoratori. «In questi venti giorni non staremo con le mani in mano – dichiara il segretario Migheli –. Abbiamo ribadito il nostro no alla mobilità, anticamera dei licenziamenti mentre siamo disposti a valutare forme alternative di tutela dei lavoratori, come contratti di solidarietà e cassa integrazione a rotazione. Dobbiamo avere un piano B pronto». Sulla stessa linea anche il segretario Fecma Cisl Velluto. «In queste condizioni la Clea non può partecipare a nessuna gara d’appalto. Abbiamo proposto soluzioni di cooperazione e sinergia attraverso Ati o consorzi tra varie aziende del settore. Nel dettaglio proponiamo la salvaguardia dei posti di lavoro che, anche tramite una cabina di regia regionale, devono essere assorbiti dalle aziende che si aggiudicano l’appalto. Ipotesi non semplice da percorrere in quanto non prevista contrattualmente. La Regione, pur ritenendo complicata la questione consorzio/Ati, si è impegnata a verificare gli appalti sia di Olbia che di Sassari».

Regione regista. «Ho chiesto all’azienda di soprassedere alla decisione drastica della mobilità e valutare opzioni che consentano di tenere in sicurezza tutta la forza lavoro – dichiara l’assessore Maria Grazia Piras –. A metà ottobre ci rivedremo. Nelle prossime settimane insieme all’assessorato del Lavoro valuteremo la possibilità di attivare degli ammortizzatori sociali temporanei, nella prospettiva che le condizioni economiche e finanziarie dell’azienda possano migliorare».

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