Violentò per anni il figlio della convivente
Tribunale, un operaio originario del centro Sardegna dovrà scontare quattro anni di reclusione
OLBIA. Un operaio originario del nuorese di 53 anni ma residente da tempo a Olbia è stato condannato, ieri mattina, a 4 anni di reclusione per abusi sessuali continuati su un minorenne.
La scabrosa quanto triste vicenda risale a diversi anni fa quando l’uomo venne denunciato da figlio della sua convivente, che lo accusava di violenze fisiche, psicologiche e sessuali.
Una storia di violenza su minore che, stando alle indagini disposte dalla magistratura dei minori e dai colleghi della procura della Repubblica di Tempio, si erano protratti per diversi anni, senza che la madre del ragazzo si rendesse conto d’avere in casa un mostro che abusava del figlio. Non appena il ragazzo raggiunse la maturità, nel 2012, decise di mettere fine a quella angosciante e penosa situazione che lo vedeva succube dell’uomo da diversi anni e, superati i timori e il pudore che lo avevano sino ad allora obbligato a subire le violenze, si confidò con la madre. La quale non perse un attimo a denunciare l’accaduto all’autorità giudiziaria allontanando immediatamente l’ex convivente dalla sua casa, La vicenda, per la sua delicatezza (la vittima delle violenze è sottoposto alle cure di alcuni psicologi, che lo stanno aiutando a superare il trauma subito), è stata trattata in modo riservatissimo dai giudici del tribunale di Tempio, che hanno sentito la parte offesa (che, con la madre, ha deciso di non costituirsi parte civile contro il bruto) in un’aula deserta, alla presenza delle sole parti, tra le quali il pubblico ministero Angelo Beccu (che ha sollecitato la pesante condanna per il pedofilo), e il difensore dell’uomo, l’avvocato nuorese Annamaria Musio.Stando alle indagini gli abusi sessuali dell’uomo sul ragazzo si erano protratte per diversi anni. L’operaio metteva in atto le sua insane voglie quando la convivente usciva di casa per andare a lavorare. L’uomo, nel corso del processo, ha sempre negato ogni addebito, sostenendo che l’intero quadro accusatorio era stato imbastito a suo danno. Ma i riscontri e le diverse circostanze descritte dalla vittima degli abusi hanno inchiodato l’operaio alle sue responsabilità, portandolo alla pesante condanne inflittagli ieri dal gup del tribunale di Tempio. (g.p.c.)
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