La Nuova Sardegna

Olbia

Turismo, il neo manager studia i Tenores

di Tiziana Simula
Turismo, il neo manager studia i Tenores

La tesi di laurea di Monica Taras sul celebre Remunnu ’e Locu di Bitti: l’antico canto promuove l’isola

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OLBIA. “Ba bim bu...” Quell’insolito modo di cantare l’ha incuriosita e affascinata fin da bambina, quando alle feste ritornava in paese, a Bitti, e stava lì, nella piazza affollata, ad ascoltare incantata i Tenores di Bitti Remunnu ’e Locu e il loro canto a tenore. Quella forma più antica della coralità sarda, riconosciuta qualche anno fa dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità. Un tramite significativo per promuovere a livello turistico l’immagine della Sardegna, per Monica Taras. Che ai Tenores di Bitti, da oltre quarant’anni ambasciatori di sardità nel mondo, ha voluto dedicare la sua tesi di laurea in Economia e Management del Turismo. L’ha discussa tre giorni fa, al polo universitario, al primo piano del “Costa Smeralda” sette in tutto i laureandi. «Un’emozione grandissima...», racconta la 25enne, nata e cresciuta in città, ma legatissima al paese d’origine dei suoi genitori. Una delle tante famiglie bittesi, adottate da Olbia. In molti hanno assistito alla sessione d’esame della loro giovane compaesana che ha voluto omaggiare Bitti e l’eccellenza del canto a tenore, nei suoi studi. «È la prima volta che viene presentata una tesi di laurea specifica sui Tenores di Bitti», spiega Monica.

Ad affiancarla in questi mesi di studio e ricerca, Daniele Cossellu “Tanielle” per i bittesi, “mesu oche” e “oche” leader del gruppo storico Remunnu ’e Locu, nato nel 1974, il cui nome onora il poeta estemporaneo Raimondo Delogu (ziu Remunnu).

“Tanielle” ha messo a disposizione della laureanda tutto il sapere sul canto a tenore, l’ espressione etnico-musicale più antica della Sardegna centrale. Un canto millenario, «antico almeno di sette secoli, ma si suppone che la sua nascita risalga al periodo nuragico», ha spiegato Monica Taras mentre discuteva la tesi. Che si è conclusa con l’ascolto di una delle canzoni più note dei Tenores di Bitti “Boche ’e notte”. «Attraverso i Tenores di Bitti la tradizione sarda viene esportata in giro per il mondo, le esibizioni all’estero sono avvenute in 32 nazioni: un veicolo eccezionale per far conoscere la Sardegna e il suo patrimonio culturale e artistico», sottolinea la giovane. Tanto più che i Tenores di Bitti vantano collaborazioni con artisti di fama mondiale, colpiti e affascinati da questo canto antico, definito “musica bovina” da Frank Zappa. Tra le collaborazioni eccellenti, quella con Peter Gabriel: nel 1996, i Tenores di Bitti hanno pubblicato il loro album S’Amore ’e Mama, prodotto e distribuito dalla sua etichetta discografica Real World Records. Una svolta per il gruppo bittese, introdotto nel suo impero industriale come esempio di musica etnica di valore internazionale.

Monica Taras racconta il canto a tenore e la storia del gruppo Remunnu ’e Locu, formato da Daniele Cossellu (oche e mesu oche-voce solista e mezza voce), Mario Pira (bassu - basso gutturale), Pier Luigi Giorno (contra – controvoce gutturale), e Dino Ruiu (oche e mesu oche- voce solista e mezza voce). «Il cantante solista “sa oche” – spiega la giovane – intona una melodia, spesso ispirata ai testi della tradizione poetica sarda. Poi, il canto principale viene accompagnato dagli altri tre cantori (bassu, contra e mesu oche) che scandiscono alcune sillabe “ba bim bu...” intrecciandosi al canto del solista». Quattro voci maschili disposte in cerchio a rievocare la forma del nuraghe. Ripercorrendo gli oltre quarant’anni di storia del gruppo, Monica Taras ricorda anche come i Tenores di Bitti siano stati i primi ad istituire una scuola di canto a tenore per tre anni consecutivi, «con l’obiettivo proprio di mantenere viva questa antica e meravigliosa tradizione».

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