La Nuova Sardegna

Olbia

Ospedale, il sindaco ancora contro l’Asl

di Angelo Mavuli
Ospedale, il sindaco ancora contro l’Asl

Biancareddu annuncia un Consiglio al “Dettori”: «La Asl sta continuando a scipparci i servizi, tolta anche la farmacia»

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TEMPIO. Un consiglio comunale all’interno del Paolo Dettori e l’intensificazione di una «dura azione di lotta a difesa dell’ospedale» sono state preannunciati da Andrea Biancareddu con una dichiarazione che «scaturisce - dice il sindaco - da una serie di lamentele di pazienti e del personale medico e paramedico, impedito a segnalare le disfunzioni deliberatamente create dalla direzione della Asl».

Via la farmacia. A scatenare la protesta del sindaco è stata la recente decisione di chiudere alcuni depositi aziendali, tra cui quello infermieristico, nel quale venivano ordinati e ricevuti in autonomia i beni sanitari indispensabili al presidio ospedaliero. «Ciò significa - dice Biancareddu - che Tempio non potrà più ordinare e ricevere i beni sanitari necessari a garantire in autonomia i livelli essenziali di assistenza, i Lea. I medicinali cioè dovranno essere richiesti sempre al magazzino di Olbia, sperando che lo stesso ne sia fornito. Olbia infatti, non ha locali idonei ad accogliere i beni sanitari di Tempio. Non ha nemmeno una logistica attivata, né personale formato a garantire una corretta gestione del “magazzino unico” che la direzione si è inventata. Ne consegue che, con la gestione già all’osso, la stessa direzione non è in grado di garantire il fabbisogno necessario».

Scippo deleterio. Detto fuori dalle righe - dice Biancareddu - «significa che al Paolo Dettori, dopo tutti gli altri innumerevoli scippi, stanno scippando anche i medicinali». Il sindaco denuncia con rabbia come la direzione aziendale che «doveva astenersi da decisioni straordinarie, limitandosi per legge alla normalissima attività di gestione, stia invece continuando ad agire per proprio conto adottando misure straordinarie costantemente a danno dei pazienti dell’Alta Gallura e contro il Dettori».

Centro Trasfusionale addio. «Così è stato per il Centro trasfusionale per il quale la direzione, dopo un anno, non ha provveduto a chiedere l’accreditamento regionale per consentire il suo funzionamento - spiega Biancareddu -. Così è stato nella rotazione di chirurghi costretti, i tempiesi, a recarsi ad Olbia a operare con turni massacranti, mentre altrettanto non è stato richiesto ai chirurghi di Olbia».

Catastrofe accorpamenti. «Così è stato per gli accorpamenti inutili dei reparti voluti dal capo della Asl Tecleme e dimostratisi una catastrofe assoluta, ai quali si è giustamente rifiutato di aderire il primario di Ortopedia - continua Biancareddu -. Così è stato per le misure coercitive che hanno depauperato di personale medico e paramedico diversi reparti che ora lottano quotidianamente per assicurare l’assistenza e la stessa sopravvivenza».

Direzione Sassari. «E bene fanno - conclude Biancareddu, annunciando il prossimo consiglio comunale all’interno del nosocomio - quei medici che dovendo mandare dei malati presso un altro ospedale, scelgono Sassari, meglio attrezzata e con un tempo di percorrenza di 32 minuti, piuttosto che Olbia, meno attrezzata e con un tempo di percorrenza di circa 46 minuti».

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