Piano Mancini, Olbia ha 15 giorni per integrarlo con le soluzioni alternative

Come già concordato il 19 luglio con la Regione, il Comune deve inserire l’opzione Olbia Futura nel progetto base

OLBIA. Il calendario scorre veloce. E il Comune deve prendere una decisione definitiva sul Piano Mancini. Il sindaco Settimo Nizzi ha dichiarato pubblicamente che porterà avanti l'iter del progetto anti-alluvione iniziato dalla giunta Giovannelli. Ora deve però dare concretezza alle parole. La sospensione della procedura di Valutazione di impatto ambientale chiesta ad aprile scade il 23 ottobre. L’amministrazione ha tempo fino a quella data per integrare lo studio sulla mitigazione del rischio idraulico in sede di Via con proposte alternative. Ma la scadenza del 23 non è l'unica che pesa sul Comune. Il 12 ottobre c'è un incontro al ministero delle Infrastrutture. Nella sua cassaforte sono custoditi i finanziamenti statali per mettere al sicuro la città dall’acqua. Si preannuncia un faccia a faccia ad alta tensione. Il Governo è tentato di dirottare altrove i 125milioni di euro di finanziamenti, infastidito dal temporeggiare del Comune. La Regione si prepara a difendere quelle preziose risorse con le unghie.

Non solo Piano Mancini. Il 19 luglio, su richiesta del sindaco Nizzi, negli Uffici del distretto idrografico della Sardegna, i tecnici dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici incontrano quelli comunali. Nella riunione il Comune presenta la proposta Olbia Futura (canale di gronda e vasca di laminazione a Putzolu) come soluzione alternativa a quella base, cioè il Piano Mancini in corso di esame. La Regione accetta la richiesta e invita il Comune a sviluppare l’idea progettuale di Olbia Futura. A trasformarla da studio di fattibilità, cioè da idea, a progetto esecutivo di dettaglio, così da integrare il Piano Mancini fermo in sede di Via da aprile. Operazione da fare entro il 23 ottobre. In una recente lettera, datata 27 settembre, l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, rinnova l’invito al sindaco Nizzi a integrare la proposta Mancini come chiesto dal Servizio delle valutazioni ambientali e come già concordato nella riunione del 19 luglio. A oggi nessun documento è stato mandato allo Sva.

Opzione commissariamento. Se entro il 23 il Servizio delle valutazioni ambientali non riceverà le integrazioni, la procedura di Via decadrà e si dovrà ripartire da zero. Un anno il tempo medio ipotizzato per concludere il nuovo iter. Ma la Regione non intende nemmeno prendere in considerazione questa opzione. In gioco c’è la sicurezza e la vita della gente di Olbia. Come scritto in una prima lettera inviata al sindaco Nizzi dal settore regionale Lavori pubblici (e ribadito in una missiva di fine settembre firmata dall’assessore Maninchedda) la Regione chiarisce che «in assenza di tempestivo riscontro» sarà costretta a provvedere in via diretta ad attuare gli interventi integrativi richiesti dallo Sva utilizzando i poteri commissariali. Che tradotto dal linguaggio della burocrazia significa che o il Comune integra la soluzione base del Piano Mancini con la soluzione alternativa di Olbia Futura in versione progetto esecutivo o provvederà la Regione a sostituirsi all’ente locale nominando un commissario ad acta. Sul delicatissimo argomento l’assessore Maninchedda taglia corto. «Non faccio commenti in questa fase procedurale», dice.

Gare sospese. Intanto il Comune ha congelato le gare sulle indagini geognostiche, alla base della realizzazione delle casse di laminazione previste dal Piano Mancini.

Faccia a faccia al ministero. Il 12 ottobre Regione, Comune e ministero delle Infrastrutture si incontreranno a Roma. Si parlerà del futuro delle risorse con cui il Piano Mancini è già stato finanziato. 125 milioni di euro che il Governo ora è tentato di riprendersi. E trasferire su altre emergenze.

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