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Il Comune compra case da destinare a edilizia sociale: c’è solo un’offerta

di Serena Lullia
Il Comune compra case da destinare a edilizia sociale: c’è solo un’offerta

OLBIA. Non sfonda il super bando del Comune per acquistare immobili da destinare a edilizia residenziale pubblica. Al settore Urbanistica è arrivata la proposta di un solo proprietario per dieci...

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OLBIA. Non sfonda il super bando del Comune per acquistare immobili da destinare a edilizia residenziale pubblica. Al settore Urbanistica è arrivata la proposta di un solo proprietario per dieci appartamenti, tutti nella stessa palazzina. La valanga di offerte che ci si aspettava non c’è stata. Eppure l'occasione era più che ghiotta. La Regione ha assegnato al Comune 1 milione e 400mila euro per comprare degli alloggi da destinare a case popolari. Un’opportunità per il mercato del mattone reso asfittico dalla crisi e che oggi conta un elevato numero di appartamenti vuoti.

L’apertura delle buste. Come previsto nel bando, la commissione presieduta dal dirigente del settore Urbanistica, Tino Azzena, ieri ha aperto i plichi con le offerte. Prima la busta con i documenti amministrativi. Poi quella con l’offerta tecnica. L'unica proposta arrivata è della società Cmt srl di Francesco Carta.

La valutazione. Sono dieci gli alloggi che il Comune dovrà valutare. Doppia l’assegnazione dei punteggi: in base ai requisiti tecnici e in base al sopralluogo. Solo successivamente verrà esaminata l’offerta economica che sarà valutata dall’Agenzia delle entrate.

L’offerta. Gli appartamenti della Cmt si trovano in un edificio residenziale in via Pozzo, traversa di viale Aldo Moro. Finito di costruire nel 2013 è un elegante immobile rosa a due piani, con posti auto e ascensore. Gli alloggi destinati a edilizia residenziale pubblica sono quattro al piano terra con giardino, quattro al secondo piano e due al primo piano con balcone. Si tratta di bilocali e trilocali tra i 50 e i 70 metri quadri.

Poche offerte. I motivi per cui le offerte sono state così poche potrebbero essere cercate nei criteri selettivi del bando. Il Comune cercava edifici giovani, i cui lavori fossero stati conclusi entro il 2009, con certificazione energetica, in regola con la normativa urbanistica, ricadenti nelle zone B e C, non nelle aree riconosciute dal Piano del rischio idrogeologico con pericolosità HI3 e HI4. Con una leggera correzione al bando il Comune aveva anche cercato di ammorbidire un criterio molto stringente. Inizialmente era previsto che gli edifici proposti non dovessero essere gravati da ipoteche, mutui, diritti reali di godimento, vincoli di qualsiasi natura o specie derivanti da sequestro o pignoramento. La modifica aveva stabilito che nel caso di vincoli, si dovesse procedere alla cancellazione prima o contestualmente alla stipula dell’atto di compravendita.

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