La Nuova Sardegna

Olbia

Caccia aperta al secondo rapinatore

di Guido Piga
Caccia aperta al secondo rapinatore

Polizia e carabinieri cercano il complice di Monne nell’assalto alle poste di San Pantaleo. Recuperato il bottino: 494 euro

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Era uscito dal carcere sei mesi fa, ad aprile. Aveva alle spalle due arresti per altrettante rapine: una a Dorgali, insieme a un amico; l’altra a Porto Cervo, insieme a due complici mai individuati. Ha pensato bene di metterne a segno un’altra, sempre in Gallura, stavolta alle poste di San Pantaleo.

La giornata di mercoledì scorso, per Joan Florian Monne, 25 anni, era cominciata male ed è finita peggio. A Irgoli, il suo paese, alle 9 del mattino, mentre camminava, è stato fermato dai carabinieri per un controllo; a Olbia, dopo sette ore di caccia all’uomo, con fughe rocambolesche, sparatorie, è stato arrestato dalla polizia. Non così per il suo complice: l’uomo («non sapevamo bene ancora il sesso» dicono polizia e carabinieri dopo aver cercato, per ore, una donna) è ancora “latitante”, dopo essere riuscito - a differenza di Monne - a fuggire da via Mosca, periferia estrema di Olbia, verso Santa Lucia, senza più essere stato visto da nessuno.

La ricostruzione della rapina è stata fatta ieri mattina dal capo della polizia, Spinicci, e dal colonnello dei carabinieri, Cicognani, in una conferenza stampa congiunta, come congiunte sono state le ricerche e le indagini, coordinate dal pubblico ministero Beccu. Monne alle 9 di mercoledì era dunque a Irgoli. A bordo di una moto, una Suzuki nera forse rubata a un francese, con la targa (falsa) scritta a pennarello, Monne è arrivato a San Pantaleo. Vestito con pantaloni azzurri, maglia nera, con il volto parzialmente camuffato, ha, insieme al complice, bloccato la dipendente, due clienti (uno era all’esterno), tutt’e tre rinchiusi in un bagno, e ha cercato soldi. Trovandone pochi (600 euro), ha riportato la dipendente alle casse, cercando di farle aprire la cassaforte, che però era centralizzata e dunque è rimasta chiusa. Monne è scappato con la moto, insieme al complice. I due sono stati intercettati da una pattuglia dei carabinieri all’ingresso di Olbia: i militari hanno alzato i mitra, i banditi due pistole. È cominciato l’inseguimento: i due banditi sono entrati in via Mosca, strada che dà sulla campagna a nord. Sono caduti. Il complice è scappato, i carabinieri hanno esploso alcuni colpi in aria. Monne è stato bloccato, ma ha mimato di volersi sparare: i carabinieri, allora, hanno cercato di riportarlo alla ragione; lui ne ha approfittato per scappare, in direzione della città. È andato al Dettori Market di viale Aldo Moro, ha chiesto vestiti, non ce n’erano; ha chiesti di tagliare la barba, non era possibile; ha chiesto il numero di un taxi e l’ha chiamato; ha avuto anche la freddezza di informarsi su cosa fosse accaduto per non dare nell’occhio e gli è stato risposto dal direttore del supermercato: “una rapina”. In quel momento, con lui tradito dalla paura, sono arrivati il taxi e una volante della polizia. Monne è scappato ancora, con la pistola in pugno: la polizia ha sparato, un colpo ha colpito un muro e un’auto. Monne è riuscito a farla franca, andando prima a cambiarsi in un negozio d’abbigliamento (prima era stato anche in un bar, due operazioni che gli hanno portato via 106 euro), infine nascondendosi in mezzo a un’enorme macchia al Borgo delle Rose, da cui, nonostante l’assedio di decine di militari e poliziotti, è riuscito a scappare. Alle 19, la polizia l’ha beccato, con le dita coperte di attack per non lasciare le impronte, in via Veronese e l’ha arrestato. Aveva in tasca 494 euro, ciò che gli restava della rapina.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative