Cercatori di funghi invadenti: la protesta degli agricoltori
CALANGIANUS. Da un paio di settimane i boschi sono invasi dai cercatori di funghi provenienti da altri centri e non solo galluresi. Niente di male anche perchè quelli che vogliono essere più...
CALANGIANUS. Da un paio di settimane i boschi sono invasi dai cercatori di funghi provenienti da altri centri e non solo galluresi. Niente di male anche perchè quelli che vogliono essere più rispettosi dell’ambiente possono ritirare dalla polizia locale, dopo aver versato una modesta cifra, un tesserino per una raccolta secondo precise norme. Riguardo al tesserino comunale però c’è da notare che non tutti sono d’accordo. Ne tengono conto solo i vigili urbani. Altri organi di tutela dell’ambiente mostrano disinteresse nel far rispettare l’ordinanza comunale in assenza di una legge regionale. Per questi ciò che ha approvato il consiglio comunale e confermato dalla ordinanza del sindaco sarebbe inefficace. Insomma in materia del patrimonio micologico nell’isola si è ancora indietro rispetto a tante regioni. C’è poi un’altra segnalazione. Alcuni fra coloro che vanno per funghi non rispettano i muretti a secco. «Nei muretti di confine si presentano vari varchi - denuncia un proprietario- ai danni arrecati dai cinghiali si aggiungono quelli dei cercatori di funghi che tolgono le pietre dai muri per passare più comodamente, lasciano aperti cancelli, bloccano certi ingressi con le loro macchine. Noi in campagna lavoriamo non passeggiamo. Chiediamo rispetto». (p.z.)
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