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Olbia

I difensori affilano le armi: «Sempre le stesse accuse»

di Marco Bittau
I difensori affilano le armi: «Sempre le stesse accuse»

Antonella Cuccureddu: «Già 38 giudici si sono pronunciati a nostro favore» Franco Carraro: «Il magistrato sta indagando dal 2014, rispetto il suo lavoro»

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PORTO CERVO. Sarà un autunno caldo per il management della Costa Smeralda, chiamato a difendersi dalla nuova offensiva lanciata dalla Procura di Tempio. Notificati in queste ore gli avvisi di conclusa indagine, gli avvocati sono a lavoro per preparare la difesa contro le accuse del procuratore Domenico Fiordalisi: una maxi inchiesta che riassume i quattro procedimenti aperti da tempo (alcuni di questi addirittura già chiusi un anno fa). Sono 33 i soggetti indagati, 23 persone fisiche e 10 società della galassia Costa Smeralda. L’elenco degli indagati è da brividi: il finanziere americano Tom Barrack e l’ex ministro e oggi senatore Franco Carraro, presidente delle società che fanno capo alla holding delle vacanze a 5 stelle. Più una lunga schiera di top manager internazionali.

È l’ultimo atto di un braccio di ferro che ormai dura da tre anni e che continua a consumare l’immagine del regno delle vacanze di lusso in Gallura, sfregiato da accuse di corruzione, evasione fiscale, associazione a delinquere. Sconcertati i ricchissimi petrolieri del Qatar e sconcertati i loro avvocati. Dice Antonella Cuccureddu, difensore della Sardegna resort che fa capo alla Smeralda holding: «Dopo che 38 giudici, di merito e di Cassazione, si sono pronunciati sull’inconsistenza delle accuse, dalla Procura ci si aspettava una richiesta di archiviazione. È stato notificato un avviso di conclusione di indagine che riunisce i quattro procedimenti». «Tuttavia, legando quattro conigli non si ottiene un leone – aggiunge l’avvocato Cuccureddu – l’impianto accusatorio attuale è il medesimo sul quale i giudici chiamati sinora a pronunciarsi si sono espressi per l’insussistenza di tutti i fatti. Perciò vi è stupore e sconcerto, ma anche la certezza dell’assoluta innocenza degli imputati e delle società che rappresentano, provata da atti contenuti nel fascicolo della Procura».

Franco Carraro, coinvolto (e indagato) per la prima volta nelle inchieste sulla Costa Smeralda, subito dopo la notifica dell’avviso ha rilasciato una breve dichiarazione al portale web Tiscali news: «Dell’inchiesta non ho intenzione di parlare, ho sempre rispettato il lavoro dei magistrati. Posso solo dire che sono sereno e sono sicuro di come andrà a finire la cosa, ma per mia natura non commento». «Il magistrato sta indagando dal 2014 e rispetto il suo lavoro – ha aggiunto Carraro – però tengo a precisare che nella mia vita ho subìto tante indagini e che tutte, diciamo così, sono andate a buon fine: perché mi sono sempre comportato onestamente e sono sicuro di essermi comportato bene anche in questa contingenza». «Lo dico con molta chiarezza – ha concluso il senatore di Forza Italia – della Costa Smeralda non parlo perché, tra l’altro, i nostri azionisti non gradiscono che chi deve lavorare come me rilasci interviste. Lo ripeto, sono sereno, anzi preferisco dire tranquillo dopo che Renzi ha reso sin troppo celebre la parola. Sono sereno oggi come lo ero ieri quando ho avuto notifica dell’indagine in corso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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