A fuoco una «lavatrice» di turaccioli
L’incendio, scoppiato martedì sera nel sugherificio Europa, è stato domato della squadre di vigili del fuoco di Tempio
CALANGIANUS. Unprincipio di incendio, innescato probabilmente da un corto circuito elettrico, ha mandato in fumo, nelle serata di martedì, l’area di trattamento e sterilizzazione dei turaccioli di una fabbrica di Calangianus.
A rendersi conto delle fiamme che divampavano all’interno di un capiente macchinario utilizzato per per lavare i tappi di sughero sono stati gli stessi titolari del del “Sugherificio Europa srl” situato nel centro del paese gallurese, in via Giovanni XXIII. Le colonne di fumo che avevano invaso i locali al pian terreno hanno reso difficoltoso l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Tempio che hanno dovuto operare, per alcune ore, indossando gli autorespiratori, l’unico modo per poter accedere nell’area interessata dall’incendio invasa dal fumo dell’incendio che aveva interessato i macchinari per la pulizia e sterilizzazione del prodotto finito. Il rapido intervento dei pompieri, che una volta giunti da Tempio hanno irrorato il macchinario di schiumogeno – l’unico estinguente capace di attenuare gli effetti delle fiamme sul sughero, un prodotto altamente infiammabile – ha consentito di mettere in sicurezza il resto della fabbrica, dov’erano accumulate cataste di sughero grezzo in attesa della lavorazione.
Il prodotto contenuto nel macchinario, oltre sessanta chili di tappi, è andato completamente distrutto, mentre diversi sacchi di turaccioli ancora da lavare e sterilizzare dovranno essere attentamente esaminati in quanto il fumo potrebbe aver impregnato il manufatto. L’incendio è stato domato dopo oltre due ore di lavoro supportate da altre squadre di vigili del fuoco inviate dalla centrale operativa del comando provinciale di Sassari che hanno portato in Gallura le bombole d’ossigeno per gli autorespiratori e ulteriori scorte di schiumogeno da miscelare con l’acqua. L’intera zona dove si è verificato l’incendio è stata isolata e gli impianti, sottoposto a forti escursioni termiche, dovranno essere in gran parte sostituiti.
Stando ai primi accertamenti le fiamme avrebbero avuto origine all’interno di una delle “lavatrici” automatiche, producendo una densa coltre di fumo che, una volta saturato il locale, ha cominciato ad uscire dalle fineste e dalle serrande. La quantificazione dei danni subiti dall’azienda calangianese specializzata – così come tante altre piccole imprese a conduzione familiare che sono riuscite a superare la gravissime crisi che ha travolto il settore – nella produzione di tappi per vini pregiati e champagne non è stato ancora completato, ma si aggirerebbe s nell’ordine di decine di migliaia di euro.
Il lavoro, nella fabbrica di Calangianus, è ripreso sin da ieri mattina, quando titolari e operai hanno avviato la ripulitura dell’intero capannone.
Le probabili cause dell’incendio sarebbero da ricercare in un cortocircuito che avrebbe mandato in tilt le parti della macchina lavatrice rimaste sotto tensione, trovando facile esca nel sughero.
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