Olbia, Il Pd: «Nizzi usa il Mancini per non perdere consensi»

Per la Coalizione ciivica il braccio di ferro con la Regione fa parte di una strategia. Careddu: «Gli tendiamo comunque la mano. Ci interessa la sicurezza della città»

OLBIA. Invita il sindaco Settimo Nizzi a non fuggire dalle responsabilità e a non trasformare delicati temi come il piano anti-alluvione in zuffe politiche. La Coalizione civica e democratica guidata in Consiglio da Carlo Careddu interviene sulla decisione della Regione di sostituire il Comune nella realizzazione del primo lotto del Piano Mancini e nella procedura di Valutazione di impatto ambientale. L’assessore Paolo Maninchedda, nel suo ruolo di soggetto attuatore per il commissario di Governo delle opere di mitigazione del rischio idraulico, ha revocato la convenzione del marzo 2016 con cui passava al Comune il compito di realizzare le opere anti-alluvione. Decisione successiva al ritiro dell’istanza di Via da parte dell’amministrazione e alla rinuncia alla proroga di sei mesi.

Schizofrenia politica. «Credevamo che dopo l’insediamento l’azione dell’amministrazione si sarebbe orientata alla messa in sicurezza della città - afferma il capogruppo Careddu –. Abbiamo assistito invece a un comportamento schizofrenico e altalenante del sindaco. Siamo passati dalla revoca del Piano Mancini nei primi 30 giorni di governo promessa in campagna elettorale all’impegno dichiarato alla fine della conferenza di consenso di voler portare avanti il Piano Mancini integrandolo. Per poi passare dalla richiesta di proroga di sei mesi della Via alla sua rinuncia e addirittura al ritiro dell’istanza».

Per Careddu dietro l’altalena di mosse di Nizzi ci sarebbe una strategia ben precisa fondata su un pilastro: non perdere il consenso. «Quel comportamento schizofrenico è frutto di una lucida strategia per mantenere da una parte il consenso dei suoi elettori, formato in gran parte sull’ostilità al Piano Mancini, e dall’altra far realizzare le opere senza assumersi alcuna responsabilità». Careddu precisa di non voler entrare nella querelle tra l’assessore Maninchedda e il sindaco ma aggiunge. «Non vorremmo che Nizzi stesse utilizzando questa messa in scena per suscitare un moto d’orgoglio contro la Regione matrigna – aggiunge Careddu –. Il soggetto attuatore, che ha profili di responsabilità, si è temporaneamente sostituito al Comune per realizzare il primo lotto del Piano Mancini a causa dell’ inerzia dell’amministrazione. La ricostruzione del sindaco è fatta più per buttarla in caciara. Basterebbe leggere l’ordinanza di Maninchedda che stigmatizza come per ben tre volte il Comune, sollecitato a dare seguito agli impegni assunti, non abbia nemmeno risposto».

Mano tesa. La Coalizione dem rifiuta però lo scontro e tende la mano al sindaco. «Ribadiamo la nostra volontà di collaborare. Non ne facciamo una questione di orgoglio. Il bene e la sicurezza della città sono l’unica cosa che ci sta a cuore».

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