La Nuova Sardegna

Sassari

L’emergenza

Sassari, dalle 7.30 in fila per acquistare il pellet ma si torna a casa a mani vuote: «Siamo disperati»

di Carolina Bastiani
Sassari, dalle 7.30 in fila per acquistare il pellet ma si torna a casa a mani vuote: «Siamo disperati»

I racconti delle persone in coda. Nei supermercati neanche l’ombra e non si sa quando arriverà

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Sassari “Pellet in arrivo”. La gente lo ha preso alla lettera e complice un passaparola social, stamattina, giovedì 19 febbraio, da Sider Net a Sassari c’era una coda chilometrica di macchine, che si allungava inesorabile verso Caniga. A cominciare dalle 7.30. E qualcuno era già andato via, stando alla testimonianza della prima della fila. Un paio di ore dopo, però, la delusione: il pellet non arriva nemmeno oggi. Qualcuno ci ha rimesso pure lo specchietto della macchina, ma soprattutto tempo prezioso. C’era persino chi si è fatto un’ora di viaggio nella speranza di caricare la macchina. Gli avevano detto che si trovava solo da Sider Net. Ma niente da fare.

Inutile anche cercare nei supermercati o in altri negozi: alla Conad non è arrivato e nemmeno da Tecnomat e neanche da Muraya e nemmeno da Tuttigiorni. E quando arriva? Non è dato saperlo. Non lo sanno nemmeno loro: l’unica cosa certa è che manca la materia prima. Eppure, per la maggior parte delle persone, il pellet rimane la fonte di calore migliore: non si torna indietro nonostante i disagi dell’ultimo periodo e nonostante un clima particolarmente umido e piovoso metta il dito nella piaga.

Le voci della gente in fila

«Sono qui dalle 7.30 di stamattina e qualcuno è già andato via – dice la signora in cima alla lunga fila che costeggia il muro di Sider Net e si allunga verso Caniga – io vorrei provare a restare finché non arriva. Abbiamo saputo che c’è un carico da Cagliari. Mi serve soprattutto per mia madre che è anziana e sola». La speranza comune è di acquistare almeno cinque sacchi, «anche se costano 10 euro ciascuno». A quanto sanno, però, il costo dovrebbe essere di circa 9 euro per 15 chili. «Almeno io non ho fatto tre ore di fila» – dice la donna, riferendosi alla stessa identica situazione creatasi ieri, mercoledì 18 febbraio, nello stesso identico punto.

Chi è subito dopo di lei spiega un po’ la scelta di usare il pellet per il riscaldamento, che è la motivazione più comune. «Avevamo il caminetto, ma la legna stava diventando un problema. Sporca, fa fumo. E così abbiamo scelto il pellet, che è stata un po’ una scelta obbligata, dovuta anche ai costi dell’energia elettrica per i climatizzatori». Ma non solo, perché, stando a molti, le stufe a pellet rilasciano un calore migliore, che dal basso si espande in tutta la casa, riscaldando di più gli ambienti e lasciando l’aria pulita. «Mio marito è un malato oncologico – racconta un’altra donna – il pellet è la cosa più sicura». Stessa storia di due ragazzi poco dietro che, dopo un’ora di viaggio, speravano di caricare la macchina e ripartire.

In tanti si spazientiscono perché non possono perdere tutta la mattinata. «Ho da fare – dice una ragazza – non possono stare qui ore». E pare che, ironia della sorte, l’abbiano ascoltata: poco dopo esce un operaio a comunicare che il pellet non arriva nemmeno oggi. Inutile, poi, provare nei supermercati e in altri negozi: non ce n’è da nessuna parte. «Ho sentito la mia amica che lavora all’Md, non è arrivato».

Dai supermercati

«Il problema si è aggravato soprattutto durante quest’ultima settimana – spiegano da Tuttigiorni – prima da noi si trovava e lo vendevamo a 6.99 euro al sacco. Continuiamo a fare gli ordini quotidianamente, ma non arriva nulla e non sappiamo niente in anticipo. Il problema è che manca la materia prima». Stessa cosa alla Conad, dove il prezzo al sacco è di 7,49 euro. «Facciamo l’ordine ogni giorno e se arriva è una sorpresa anche per noi. Lo sappiamo quando si aprono gli sportelloni del camion. Mediamente ce ne arrivano 80 sacchi per volta, ma tempo zero e sono finiti. Noi abbiamo messo il limite di quattro sacchi a famiglia».

La stessa storia si ripete da Muraya e da Tecnomat. È come un ritornello. «Non sappiamo quando arriva – dice la cassiera del primo punto vendita – dipende da chi ce lo porta». Lì il sacchetto, come riportano i cartelli, sta a 8,50 euro. «Forse arriva domani – dice un impiegato di Tecnomat – ma non è sicuro. Il prezzo di solito è di circa 7,29 euro al sacco. Solitamente ne arriva un camion ma nel giro di un’ora e mezzo è finito».

I prezzi

A proposito di costi, si rincorrono i malumori sulle ipotetiche speculazioni. «La materia prima è talmente poca che qualche rivenditore si sente in diritto di alzare i prezzi – dice un uomo non nascondendo il disappunto – non credo alla teoria dei magazzini pieni, però non dovrebbero approfittarsene». In molti – chi ha spazio per lo stoccaggio – stanno già pensando a fare le scorte durante la primavera e l’estate quando i costi si abbassano un po’. «Dovevo pensarci prima», si rimproverano. O ancora, di fare affidamento all’e-commerce. «Su Amazon costa molto meno». Qualche tempo fa, di norma, il sacchetto di pellet non costava più di 5 euro

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