Pazienti psichiatrici abbandonati
L’associazione Iris denuncia gravi carenze nel Centro di igiene mentale di Tempio, sotto accusa la Asl
TEMPIO. «Il Centro di salute mentale di Tempio registra da tempo una costante disattenzione, da parte dell’Asl di Olbia, sull’ attività riabilitativa con grave elusione dei diritti del malato». La pesante accusa arriva da Giovanna Maria Mela, battagliera presidente dell’Associazione Iris, formata da familiari e volontari del territorio per la difesa dei diritti di quei cittadini che hanno necessità, loro malgrado, dei servizi del Csm. Nel documento, noto da tempo e riproposto in questi giorni, si evidenzia «il peggioramento della situazione e la violazione costante dei diritti del malato». Giovanna Maria Mela si riferisce alla riduzione di due educatori professionali ad un solo educatore con contratto part time e la soppressione del posto dell’operatore socio sanitario, con conseguenze disastrose. «Tali soppressioni – si afferma nel documento –, determinano in maniera grave ed evidentissima, comprensibile da chiunque, la diminuzione e l’efficacia stessa del servizio. Tutto ciò avviene in presenza di un consistente aumento dei pazienti che registra attualmente un numero medio di oltre 22 unità giornaliere. Mentre ci si aspettava l’atteso miglioramento qualitativo del servizio che creasse un pur minimo recupero delle capacità individuali si assiste, invece, ad un continuo cambiamento e riduzione del personale che inficia le certezze di continuità terapeutiche, previste anche nel piano regionale dei servizi sanitari». La presidente dell’Iris nella “lettera denuncia” si dilunga anche ad illustrare i danni che la sostituzione del personale o la soppressione di una figura sanitaria comportano per i malati. «La specificità delle patologie psichiatriche e delle storie personali dei pazienti, con la sostituzione del personale o con la soppressione di una determinata figura professionale, determina negli stessi disorientamento ed aumento dello scompenso psichico. Oltre la pericolosità per la sicurezza fisica dei pazienti e dello stesso personale. Manca, infine, una figura indispensabile come lo psicologo».
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