Secondo blitz al Parco, acquisiti altri documenti
La capitaneria incaricata dal ministero ha fatto un nuovo sopralluogo nella sede L’indagine mira a fare luce sui motivi che hanno portato al blocco dell’ente
LA MADDALENA. Nuovo blitz del ministero dell’Ambiente nella sede del Parco. Anche ieri gli uomini della capitaneria di porto della Maddalena si sono presentati negli uffici dell’ente verde, in via Giulio Cesare, per compiere ulteriori verifiche sulle due ultime sedute di Consiglio. Da Roma vogliono capire cosa sia realmente successo negli incontri che hanno causato la paralisi della macchina amministrativa. Da quattro giorni alla guida del Parco non c’è più il direttore facente funzioni, Yuri Donno. Il Consiglio non ha ratificato la sua nomina d’urgenza, proposta dal presidente Giuseppe Bonanno, che gli avrebbe consentito di traghettare l’ente sino a dicembre.
L’indagine ispettiva del ministero mira a fare luce sul mancato rinnovo della nomina di Donno, che torna a ricoprire il ruolo di sempre: responsabile dell’ufficio Ambiente del Parco. Gli uomini della capitaneria hanno acquisito verbali e registrazioni della seduta del 24 ottobre, al ministero vogliono valutare bene i passaggi avvenuti durante l’incontro.
Con la macchina amministrativa ferma non si può redigere alcun atto. Non mancano le preoccupazioni, ai dipendenti manca la figura di vertice. «Mi limiterò a verificare col ministro Galletti quali misure governative adottare per garantire all’ente una nuova guida, un commissario ad acta – dichiara il presidente Bonanno -. E per evitare che questo stallo si protragga a lungo. Con questo clima i dipendenti non si assumono responsabilità. Sono sereno – aggiunge – porto all’attenzione del ministero fatti gestionali che mi preoccupano. I litigi e le difficoltà a prendere decisioni con il Consiglio hanno generato la situazione di impasse».
«In Consiglio tutti hanno speso parole di elogio nei miei confronti e per il lavoro svolto – afferma l’ex direttore facente funzioni, Yuri Donno -. Non ratificare la mia nomina però non giova a nessuno. Il mio incarico si sarebbe protratto sino a dicembre, cioè il tempo necessario per portare avanti o chiudere atti importanti per il Parco e quindi per tutti i maddalenini. Dal tanto atteso Piano per il parco, importante strumento di pianificazione al fabbisogno del personale, al piano delle azioni positive, per citarne alcuni».
I consiglieri del direttivo, che hanno votato contro la ratifica di Donno, avevano sottolineato di aver rinviato l’approvazione del Piano sino a quando il Comune non avesse prodotto i verbali delle commissioni in cui era stato discusso. Polemizza Bonanno: «È una scusa pietosa perché l’amministrazione comunale si muove per atti, la scadenza era fissata per l’11 ottobre, ma non è arrivato niente. Avevo avvertito il Comune: il Piano sarebbe stato discusso così come era stato presentato tre mesi fa. Le buone intenzioni di redigere un piano congiunto – incalza – sono naufragate sugli scogli della triste realtà: evidentemente ai consiglieri del direttivo del Parco non interessa remare in un’unica direzione».
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