La Nuova Sardegna

Olbia

Cala il silenzio sull’emergenza siccità

di Tiziana Simula
Cala il silenzio sull’emergenza siccità

Consorzio di bonifica e Tavolo delle associazioni: «Non abbiamo ancora atti concreti sulle promesse della Regione»

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OLBIA. L’emergenza siccità tiene in scacco la Gallura. A dargli man forte è il silenzio. A dieci giorni dall’incontro in città dell’assessore ai lavori pubblici Paolo Maninchedda e della quarta commissione del consiglio regionale per trovare soluzioni alla grande sete del territorio, l’allarme lanciato da Consorzio di bonifica, comuni, imprese e soprattutto dal mondo delle campagne, sembra essere finito in un cantuccio. Il silenzio è calato sulla crisi idrica, mentre l’emergenza continua a incombere sulla Gallura come e più di prima, considerata l’assenza di piogge. I dati dell’Autorità di bacino della Sardegna sulla diga del Liscia relativi a ottobre saranno pubblicati in questi giorni, «ma ci aspettiamo numeri in calo rispetto a quelli già drammatici di settembre», commenta il presidente del Consorzio di Bonifica, Marco Marrone. Il livello dell’acqua nell’invaso sta diminuendo vertiginosamente: la portata registrata a settembre è stata di 30 milioni di metri cubi, a fronte di una capacità di 104 milioni di metri cubi. Una situazione di massima allerta.

Sos del Consorzio di bonifica. E il Consorzio di bonifica rinnova la sua preoccupazione. «A oggi non siamo ancora a conoscenza di atti concreti da parte della Regione su quanto annunciato dall’assessore Maninchedda nell’incontro avvenuto in città – L’impegno assunto sull’intervento relativo alla presa sul fiume Loddone, soluzione immediata che costerà 2 milioni di euro, è un buon inizio, ma non è certo sufficiente. Attendiamo ora la delibera che darà concretezza alle parole dell’assessore. Al momento, tutto ciò che abbiamo è la sua dichiarazione».

Maninchedda, arrivato a Olbia con la commissione presieduta da Antonio Solinas, era stato chiaro: del piano da 20 milioni di euro presentato dal Consorzio di Bonifica per risolvere l’emergenza siccità, l’unica soluzione immediata che la Regione può garantire, è il prelievo d’acqua sul fiume Loddone. Rispetto al progetto originario che prevedeva l’intervento all’intersezione tra il Padrongianus e il Loddone, le pompe attingeranno l’acqua più a monte, captandola proprio dal Loddone e immettendola nella rete del Consorzio di Bonifica così da poterla riconnettere al distretto Olbia nord e Olbia sud. Operazione che consentirà di recuperare 6 milioni di metri cubi a scopo irriguo. «Sono fortemente preoccupato – ribadisce Marco Marrone –: siamo in una situazione gravissima ma nessuno sembra percepirlo. La gente non si sta accorgendo dell’emergenza: continua a lavare le macchine e a innaffiare i giardini come se nulla fosse. Comuni e Abbanoa dovrebbero fare un’opera di sensibilizzazione per un uso più parsimonioso dell’acqua. A oggi, a pagare le conseguenze della siccità, è solo l’agricoltura: abbiamo cominciato la stagione irrigua un mese dopo e l’abbiamo chiusa un mese prima. Le restrizioni le sta subendo solo la campagna».

L’allarme del tag. In attesa di soluzioni da parte della Regione, è anche il Tag, il tavolo composto da associazioni di categoria e sigle sindacali. «Ciò che ci preme – spiega il coordinatore Mirko Idili – è che la Regione ci dia contezza sull’individuazione delle risorse. Non accettiamo che vengano sottratte da altre infrastrutture altrettanto importanti per il nostro territorio. La Regione deve avere la capacità di reperirle in un’altra maniera e non togliendole alle opere per le quali sono ora destinate. Ad esempio, la Regione ha contratto un mutuo da 700milioni di euro per infrastrutture nell’isola, ci risulta che neanche un centesimo sia stato programmato per la Gallura. Potrebbe quindi rimodulare quel mutuo».

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