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Olbia

Piano Mancini, Felice Catasta ribadisce il no a Maninchedda

OLBIA. Il Comitato salvaguardia Olbia ribadisce il proprio no al piano Mancini. E lo fa, rivolgendosi all’assessore regionale dei lavori pubblici Paolo Maninchedda in qualità di soggetto attuatore...

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OLBIA. Il Comitato salvaguardia Olbia ribadisce il proprio no al piano Mancini. E lo fa, rivolgendosi all’assessore regionale dei lavori pubblici Paolo Maninchedda in qualità di soggetto attuatore del commissario di governo contro il dissesto idrogeologico nella Regione. In una nota, il coordinatore Felice Catasta evidenzia le problematiche che l’applicazione del piano Mancini comporterebbe per la città. Il Comitato, scrive «non considera risolutivi del rischio idraulico gli interventi che l’assessore vorrebbe realizzare e né ritiene le opere previste nel lotto 1 (vasche di laminazione entro e prossime alla città) come scritto nell’ordinanza “urgenti e indifferibili in quanto finalizzate alla riduzione del rischio idrogeologico ed alla salvaguardia dell’incolumità pubblica”, ma impattanti, dannose e, potenzialmente, pericolose in quanto presuppongono l’allargamento dei canali con tutte le conseguenze del caso così bene illustrate nella “Conferenza di consenso” organizzata dal Comune il 7 ottobre scorso e come sostenuto da studiosi di idraulica di altissimo livello, alcuni dei quali sardi». Il Comitato salvaguardia Olbia ribadisce che «le vasche di laminazione non possono essere realizzate se non sono stati allargati, prima, i canali e il motivo è semplice: per consentire il deflusso regolare delle acque raccolte nelle vasche di laminazione è indispensabile che appena le vasche raggiungono il massimo livello, abbiano la possibilità di essere svuotate, altrimenti il sistema va in crisi, con la certezza che con la tracimazione naturale, che ne deriverebbe, lo sbarramento in terra non reggerebbe». Il Comitato si chiede, quindi, perché sono stati finanziati i lavori per le vasche di laminazione senza aver prima adeguato i canali? La risposta per il Comitato è chiara: «Prima le vasche, così poi si sarà costretti, giocoforza, ad allargare i canali». La nota si conclude con l’augurio che il “raddrizzamento” che la nuova amministrazione parrebbe in grado di mettere in atto, diventi concreto, e pensa che ciò possa essere l’unico vero rimedio ai tanti comportamenti sbagliati degli ultimi due anni, ai quali, noi, ci siamo sempre riferiti segnalandone i potenziali effetti dannosi».

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