La Nuova Sardegna

Olbia

Vietate le riprese del Consiglio esplode la protesta a Trinità

di Sebastiano Depperu
Vietate le riprese del Consiglio esplode la protesta a Trinità

Le registrazioni sono consentite ai soli organi di informazione e dietro autorizzazione del sindaco I 5 Stelle attaccano su Fb, disappunto dell’opposizione. Il sindaco: il Comune garantirà il servizio

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D’AGULTU. I lavori del consiglio comunale non possono essere ripresi da persone non autorizzate. Telecamere e telefonini sono banditi dall’aula di piazza Addis se non con autorizzazione del primo cittadino. Chi registra dev’essere comunque un’organismo di informazione e non privati. Così recita il nuovo regolamento del consiglio comunale, all’articolo 37: «È possibile la ripresa delle adunanze nei soli casi in cui debba essere garantito il diritto di cronaca, dovuto a fatti o episodi di rilevante attualità, da parte degli organismi di informazione, iscritti nel registro del tribunale competente nel territorio, previa autorizzazione del sindaco – si legge – È tassativamente vietata ogni altra forma di registrazione aventi finalità di carattere privato».

La protesta dei 5 Stelle. La bufera si è levata presto in paese tra esponenti politici, gruppi e semplici cittadini. Gli aderenti al Movimento 5 Stelle di Trinità sono scesi in campo, o meglio in rete, con una grande ironia tra lo sberleffo e la critica tagliente. «In questo Comune, fino ad oggi, ha regnato la libertà, la gente discuteva, si informava, litigava ma era informata. Ognuno con le proprie posizioni e con le proprie differenze – dicono Antonello Pirodda e Omar Milia, candidato con l’attuale gruppo di minoranza e non eletto – I consigli comunali si potevano riprendere, la gente da casa senza perdere ore di lavoro poteva vedere ed ascoltare, seduta comodamente al pc, che cosa i cittadini eletti dicevano e decidevano sul futuro del loro comune. Adesso, senza nessuna ragione apparente si decide di impedire che le riprese audio e video possano essere fatte, se non a discrezione e dietro autorizzazione del sindaco. Che dire? Ci sarebbe da piangere, ma preferiamo sorridere».

Sconcerto dell’opposizione. Sconcerto e disappunto è stato manifestato anche dalla minoranza. Il capogruppo Francesco Lepori e gli altri tre consiglieri che siedono in opposizione parlano di «mancanza di rispetto per la libertà di informazione».

La difesa del sindaco. Il primo cittadino, invece, Giampiero Carta, rimarca la bontà della decisione presa dalla maggioranza. E ci crede fortemente. «Non c’è niente di trascendentale – sostiene il sindaco – Faremo le cose giuste ed in modo ufficiale: sarà il Comune a riprendere per intero le sedute del consiglio comunale che pubblicate e divulgate in toto attraverso canali ufficiali. Tutto questo serve per evitare che vengano messi in giro solo alcuni spezzoni dei lavori. Vogliamo evitare strumentalizzazioni, che vengano diffuse cose diverse da quanto succede in realtà in aula consiliare». Da una parte, dunque, si evoca la libertà di espressione e di riprese e registrazioni audio, dall’altra si parla invece di veto per evitare strumentalizzazioni.

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