La Nuova Sardegna

Olbia

Posta un quadro del Caravaggio e viene censurato da Facebook

Il quadro di Caravaggio bloccato da Facebook
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Il quadro di Caravaggio bloccato da Facebook

La disavventura di uno studioso tempiese: condivide una celebre opera del grande artista e il social network gli blocca la pagina

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TEMPIO. La censura passa anche per il mondo virtuale della rete. Lo ha sperimentato sulla propria pelle il professore Luigi Agus, giovane studioso gallurese, docente di Storia dell'arte moderna presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari, che, dopo aver pubblicato su Facebook un celebre dipinto di Caravaggio, ha dovuto subire la rimozione dell’immagine e quella del proprio profilo per quasi un’intera giornata. Tutto questo senza avere ricevuto uno straccio di spiegazione sulle ragioni della censura (perché di questo si tratta) e sull’identità della persona che la visione di quell’immagine avrebbe in qualche modo offeso.

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«Una cosa davvero bizzarra» dichiara Agus, ricordando come pochi giorni prima qualcosa di simile era accaduta all’art promoter Hamilton Moura Filho Desivel. Una volta si veniva “dannati” e denunciati all’Indice, ora, ai tempi di Fb, si viene, al limite, “bannati”, ma l’effetto, seppur meno grave negli effetti, non è comunque dei più piacevoli.

L’opera che ha istigato la reprimenda di Facebook è il celebre dipinto di Caravaggio “Amor vincit omnia”, commissionato da Vincenzo Giustiniani a Merisi intorno al 1602, oggi ai Musei di Berlino, dove può essere giustamente ammirata senza filtri e barriere visive. Il "reato" contestato ad Agus consisterebbe nell'aver pubblicato una immagine "sessualmente esplicita" sui social. La cosa curiosa è che lo stesso dipinto, già al suo esordio, suscitò le stesse reazioni nel rivale di Caravaggio, Giovanni Baglione, che addirittura querelò Merisi, perché, secondo lui, per invidia, gli avrebbe inviato anonimamente versi sconci che gli davano del cornuto impotente. L'invidia di Caravaggio e altri, come Orazio Gentileschi, Filippo Trisegni e Onorio Longhi, sarebbe nata dal fatto che Baglione, e non loro, venne incaricato di dipingere la prestigiosa pala delle Resurrezione per la chiesa del Gesù di Roma. In realtà fu Baglione, che rodeva d'invidia per Caravaggio il cui quadro (proprio quello rimosso da Fb), era stato preferito al suo Amor divino”. Per realizzare l’opera e ritrarre il suo Cupido, Caravaggio si servì di un giovane servitore. E questo bastò per agitare il sospetto di un possibile caso di pederastia, un’accusa allora grave, ma di sicuro più di quella di omicidio che causò la fuga dell’artista da Roma. «Il fatto è che – osserva Agus – a distanza di 400 anni gli storici dell'arte si ritrovano nuovamente sotto processo inquisitorio per riproporre la stessa immagine, che quattro secoli fa venne tuttavia sdoganata, a dispetto delle lamentele bigotte e invidiose di Baglione. Oggi, evidentemente, c'è un Baglione che progetta i logaritmi dei nostri social, oppure un altro in carne e ossa che si diverte a segnalare pornografie inesistenti. Per ora resto bloccato, ma fuori dal mondo virtuale resta l'arte». (g.pu.)

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