La Nuova Sardegna

Olbia

Il Comune chiede lo stato di calamità

di Angelo Mavuli
Il Comune chiede lo stato di calamità

Nuchis, disastroso bilancio per le campagne e le sugherete dopo la tromba d’aria. Ora si lavora per liberare le strade

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NUCHIS. Ieri, di prima mattina, sotto un cielo plumbeo carico di pioggia e con la gente che ancora non si capacitava della tromba d’aria che domenica pomeriggio aveva attraversato Nuchis e le sue campagne, è cominciata la serie di interventi e la conta dei danni per i quali è già stata inoltrata alla Regione, la richiesta dello stato di calamità naturale da parte dell’amministrazione comunale. In campo, tutte coordinate dall’assessore all’ambiente Francesco Quargnenti,(nel cui ufficio arrivano le segnalazioni più urgenti, mancanza di energia elettrica e segnale telefonico, strade interrotte, alberi e pali pericolanti ), tecnici ed operai del comune, addetti dell’Enel e dei telefoni, la protezione civile Alta Gallura, cui spetterà liberare quanto prima, dagli alberi caduti, le strade rurali per consentire l’approvvigionamento degli animali.

A Nuchis i diversi interventi che riguardano l’apertura di strade, il ripristino della corrente elettrica edil taglio di alberi in bilico, vengono seguiti passo passo, anche dal consigliere comunale, Aurora Careddu, con delega extra assessoriale alle frazioni. «In primo luogo - afferma -, mi preme smentire che in paese una donna sia stata sfollata dalla propria abitazione. Mai nessuno, neanche nei momenti più intensi dell’evento atmosferico, è stato allontanato. La casa sul tetto della quale è caduto un pino, ha avuto l’immediato intervento degli abitanti stessi di Nuchis che lo hanno liberato dei rami, pulito e coperto con un gran telo cerato per evitare infiltrazioni». I danni maggiori sono stati registrati nelle campagne percorse, su una ipotetica dorsale, da ovest a nord, nord est, larga circa duecento metri che si allunga sul territorio a perdita d’occhio. I tratti, soprattutto quelli boscosi, visti dall’alto, appaiono cimati brutalmente, come se sopra ci fosse passata un mostruosa fresatrice. Un altro fenomeno riguarda soprattutto le grosse piante che sono state letteralmente sradicate ma lasciate intatte nella loro enorme chioma. La forza del vortice della tromba d’aria, che ha attraversato la piccola frazione, viene evidenziata anche e soprattutto nelle interruzioni stradali, dove è possibile trovare alberi o grossi rami che non sono caduti dai bordi stradali ma sono stati trasportati e scaraventati sul posto dalla forza del vortice. «Siamo diventati un paese tropicale», diceva domenica pomeriggio un contadino di Nuchis, abituato forse a diluvi o alluvioni ma non certamente al “nuovo” fenomeno. I danni nelle campagne e nelle sugherete sono ancora in corso di valutazione ma allo stato attuale appaiono enormi e di difficile soluzione. «Dopo attenta valutazione - dice l’assessore Quargnenti -, abbiamo deciso come amministrazione comunale di chiedere alla Regione lo stato di calamità naturale. I danni sono molti e per i sughericoltori sono enormi».

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