Il Comune vende i suoi immobili
Via alla ricognizione del patrimonio, l’elenco si allegherà al bilancio
TEMPIO. La giunta comunale, in vista del bilancio di previsione 2017, con un apposito provvedimento ha deliberato la ricognizione degli immobili strumentali all’esercizio delle funzioni istituzionali del Comune, suscettibili di valorizzazione o dismissione.
La delibera, che presuppone anche una ferma volontà di vendita di taluni beni non più necessari che generano solo un dispendio di risorse, è praticamente un atto dovuto in prossimità del bilancio.
«Attualmente - spiega Francesco Quargnenti, assessore al patrimonio -, i beni in alienazione sono l’ex Omni di Via Olbia, di 925 metri quadri messo in vendita per 228 mila euro, l’ex ufficio S.i.i.t., dove attualmente trovano posto gli uffici di Abbanoa, di 131 metri quadri circa e 10 metri quadri di terrazzo, al prezzo di 69 mila euro. Infine è in alienazione anche l’ex Ufficio Ced, in Via Sonnino, poco distante da Piazza Gallura, 120 metri quadri per 50 mila euro».
Alla delibera, è allegato anche un altro lunghissimo elenco di beni che ha fatto drizzare le orecchie a qualcuno preoccupato che l’amministrazione volesse svendere il patrimonio comunale “per fare cassa”. Nell’elenco trovano posto, ad esempio, i vari corpi dell’ex Caserma Fadda, la sede della Pro Loco cittadina, gli alloggi popolari siti in diversi rioni della città, l’ex scuola materna della Pischinaccia, lo stesso complesso idropinico e tanti altri beni immobili ancora.«Il lungo elenco allegato alla delibera di cui stiamo parlando - spiega ancora Francesco Quargnenti -, deve essere anche questo obbligatoriamente allegato al bilancio per dimostrare la disponibilità di beni, dati in comodato d’uso gratuito con partecipazione alle spese di manutenzione o in locazione a enti vari. Come ad esempio la caserma dei vigili del fuoco, o la sede tempiese dell’Inps edaltri enti ancora. Si tratta di 42 beni immobili di cospicuo valore che impegnano non poco il bilancio comunale, dovendo il Comune accudirvi per legge. L’elenco, obbligatorio per legge ripeto - chiude l’assessore -, non significa volontà di alienazione anche se nulla vieta che qualcuno dei beni elencati possa essere alienato nell’ambito di una razionalizzazione nel mantenimento del patrimonio comunale». (a.m.)
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