La Nuova Sardegna

Olbia

LA POLEMICA

Cordella (Pci): nulla l’elezione dei segretari

TEMPIO. Alessandro Cordella, ex segretario della sezione tempiese del cessato Pcd’I, assorbito a giugno, nel congresso di Bologna, dal rifondato Pci, da qualche tempo in rotta di collisione con il...

2 MINUTI DI LETTURA





TEMPIO. Alessandro Cordella, ex segretario della sezione tempiese del cessato Pcd’I, assorbito a giugno, nel congresso di Bologna, dal rifondato Pci, da qualche tempo in rotta di collisione con il segretario federale gallurese, Giovanni Cocco e con il segretario sezionale di Tempio, Nicola Luciano, interviene con un comunicato per chiarire, in qualità di semplice militante di base del Pci alcuni aspetti dell’elezione dei due segretari, di cui si cerca di non tenere conto e che stanno invece alla base della sua contestazione.

«Il documento da me reso pubblico e contestato da Nicola Luciano e Giovanni Cocco - scrive Cordella nel documento - è stato elaborato e condiviso da 23 militanti di base regolarmente iscritti alla Sezione Tempio, e dall'intera Sezione della Maddalena, per un totale di 33 iscritti, maggioranza della Federazione. I firmatari - dice Cordella nel documento, non riconoscono, nel modo più assoluto, l’elezione degli organismi dirigenti federali e sezionale, per il semplice motivo che l'Assemblea organizzativa non è stata conforme allo Statuto del Pci. L’anomalia, debitamente documentata, e` stata segnalata, agli organismi di Garanzia Nazionali, che valuteranno cosa fare. Così come si legge nella risposta, che ci è stata inviata ai primi di novembre, nella quale si comunica di aver chiesto l’attivazione della Commissione Regionale di Garanzia per verificare la nostra segnalazione».

Alessandro Cordella, nel suo comunicato, accenna anche genericamente a gravi fatti, non meglio specificati, «dei quali ritengono essere stati vittima i compagni della sezione del Pci di La Maddalena. Anche in questo - dice Cordella - dovrebbero far luce gli Organismi preposti».

Non solo. Coredda, dopo essersi pleonasticamente chiesto su cosa si basi il mandato “fiduciario” di coloro che vengono eletti, se il mandato stesso non viene riconosciuto dalla maggioranza assoluta degli iscritti, conclude affermando che «un segretario degno di tale ruolo, dovrebbe prendere semplicemente atto che, la sua elezione non è né accettata, né riconosciuta. Soprattutto, dovrebbe avere la responsabilità morale e politica di accertare irregolarità».(a.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative