La Nuova Sardegna

Olbia

Tempio Libera all’attacco: «L’Alta Gallura scippata»

di Angelo Mavuli
Tempio Libera all’attacco: «L’Alta Gallura scippata»

Protesta di Antonio Balata e Monica Liguori contro le scelte della Regione sarda «Si vuol accorpare il Servizio demanio e patrimonio a Nuoro e chiudere l’Argea»

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TEMPIO. Antonio Balata e Monica Liguori, consiglieri comunali di Tempio Libera, con due distinte interrogazioni, presentate nell’ultimo Consiglio comunale, riportano in primo piano, la possibilità di due scippi che la Regione si appresterebbe a concretizzare a danno dell’Alta Gallura. L’interrogazione di Antonio Balata riguarda l’accorpamento del Servizio Demanio e Patrimonio di Tempio-Olbia con quello di Nuoro, per costituire il Servizio Territoriale Demanio Patrimonio e Autonomie Locali di Nuoro-Olbia-Tempio. «Nell’aprile scorso – ha detto Balata –, dopo i provvedimenti di accorpamento del febbraio del 2015, l’assessore regionale competente, attraverso un contratto di convenzione triennale, ha già nominato direttore un dirigente del comune di Nuoro. Un atto che prelude chiaramente allo smantellamento dell’Ufficio tempiese, istituito a suo tempo nella nostra città in virtù della posizione baricentrica rispetto al territorio costiero e che, negli anni, si è fatto apprezzare per la sua efficienza e puntualità nel disbrigo delle pratiche».

Balata, ricorda che all’ufficio tempiese fanno capo i territori della parte settentrionale della Sardegna, da Budoni a Badesi, in cui sono attive oltre 820 concessioni demaniali. Praticamente il 64 per cento di tutta la Regione. «Oltre alle concessioni – dice Balata –, l’ufficio evade più di 500 autorizzazioni temporanee e gestioni provvisorie. A fronte delle 200 pratiche espletate dall’ufficio di Nuoro con un organico di 12 dipendenti».

Balata nel suo intervento, critica: «il silenzio assordante, non solo dell’Amministrazione tempiese ma anche di quelle di tutto il territorio, dell’Unione dei comuni ed i Consiglieri Regionali eletti in Gallura». Per Balata, fanno eccezione solo l’amministrazione del comune di Budoni, nonostante la sua collocazione geografica sarebbe la meno penalizzata da un’eventuale soppressione dell’Ufficio tempiese e il consigliere regionale Giovanni Satta, di Buddusò « che notoriamente – dice –, ha la sfortuna di non gestire porti turistici». Balata chiede infine iniziative urgenti e concrete per evitare che lo smantellamento venga portato a termine. Sulla minaccia di chiusura dell’Argea, con un’altra interrogazione, interviene invece, Monica Liguori che invita l’amministrazione ad assumere provvedimenti seri e concreti, se necessario anche con rimostranze dinanzi ai vertici regionali. «Vogliamo – chiede Monica Liguori –, che anche questo servizio ci sfugga così come quello veterinario»?

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