«Acqua non potabile, analisi mai fatte»
La denuncia del comitato “Essere Cittadini”: «Il sindaco non ha mai chiesto l’intervento della Asl e dell’Arpas»
TEMPIO. La persistente non potabilità dell’acqua (dallo scorso 25 gennaio scorso non più bevibile nelle case e dal mese di settembre anche nelle fontane pubbliche, a esclusione di Pastini e della vecchia fonte centrale di Fundu di Monti) e la carenza di strutture adeguate ad affrontare le problematiche sociali della nostra città sono i temi sui quali si è confrontato il “Comitato civico essere cittadini” nel corso della sua ultima assemblea.
«Un’assemblea - sottolinea il comunicato a firma del presidente Paolo Sanna - alla quale, dopo un’assenza di parecchi mesi, hanno nuovamente partecipato anche due componenti della giunta comunale, gli assessori Alessandra Amic (Servizi sociali) e Franco Marotto (Bilancio). La discussione sulle problematiche sociali, in particolar modo sul tema lavoro nasce dalla volontà di organizzare prossimamente un’importante iniziativa sul tema. Quello sull’acqua non potabile, invece, nasce da una criticità pesantissima che perdura ormai da troppo tempo, sia nelle case che nelle fontane pubbliche».
Per quanto concerne il primo argomento, al termine di una discussione “di alto valore”, secondo Paolo Sanna, la valutazione sullo stato delle cose viene definita «desolante per l’inadeguatezza delle pubbliche amministrazioni (statali, regionali e comunali): spesso le problematiche sono affidate a funzionari impreparati, o comunque non all’altezza della situazione».
L’inadeguatezza dell’amministrazione comunale, prosegue poi Sanna, riferendosi, invece, alla non potabilità dell’acqua, «è risultata purtroppo evidente per l’incapacità di risolvere il problema. Si pensi che in tale situazione di emergenza il Comune ha fatto un bando pubblico per selezionare un laboratorio privato a cui affidare le analisi. Come se, ammesso e non concesso che per fare un’analisi microbiologica di rilevanza igienico-sanitaria pubblica sia davvero necessario espletare una gara, il sindaco di fronte all’emergenza sanitaria non potesse chiedere alla Asl o all’Arpas di intervenire immediatamente. Purtroppo abbiamo invece constatato - scrive Paolo Sanna - che questa richiesta, incredibilmente, non è neanche stata inoltrata ai due enti, peraltro entrambi altamente qualificati per svolgere tali analisi e disponibili ad intervenire»
Infine, dal Comitato arriva «l’assicurazione ai cittadini di una sua attenta vigilanza su quanto sta accadendo e la richiesta agli amministratori perché operino con l’attenzione al bene pubblico che gli elettori hanno chiesto al momento della loro elezione».
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