Geseco, si punta alla proroga dei bandi
Arzachena, le dimissioni del sindaco e l’imminente scadenza dei contratti allarmano i lavoratori
ARZACHENA. I lavoratori della municipalizzata Geseco sono preoccupati per il loro futuro. Dopo le irrevocabili dimissioni del sindaco Alberto Ragnedda avevano chiesto un incontro, poi slittato, per avere chiarimenti dall'amministrazione comunale. A fine marzo scadono i bandi dei numerosi servizi gestiti dalla società in house, tranne quello del canile comunale. Gli amministratori non hanno partecipato nemmeno alla seconda riunione. Era invece presente il dimissionario amministratore unico Cosimo Columbano, il suo incarico termina a fine mese.
«I conti della Geseco sono in ordine – dichiara Columbano -. Capisco le preoccupazioni dei lavoratori, la scadenza dei bandi è alle porte». Il segretario territoriale della Cisl Fp, Antonello Bua, a nome dei 130 lavoratori della Geseco aveva chiesto chiarimenti sui contratti di lavoro, compresi i motivi dello stop alle assunzioni a tempo indeterminato. «C'è un vincolo imposto da una delibera – spiega Columbano -. Limita il costo del personale a un tetto massimo: l'equivalente cioè della spesa sostenuta nel 2013». La Cisl aveva chiesto 5 anni come termine di scadenza dei bandi, invece di 3 anni e mezzo, così come deliberato dal Consiglio, proprio perché a ridosso della scadenza naturale - giugno 2017 - del mandato amministrativo.
«Per evitare tentativi di strumentalizzazione – afferma il capogruppo di minoranza Fabio Fresi, Pd –, al nuovo commissario straordinario che si insedierà a Palazzo Ruzittu dovrà essere chiesta una proroga di tutti i servizi per almeno un anno. Qualsiasi scelta delle future amministrazioni dovrà tutelare tutti i posti di lavoro. I servizi andavano prorogati prima, senza generare questo panico tra i lavoratori. La Geseco deve essere recepita come una risorsa, non come un costo. In questi anni è mancata una visione nuova di municipalizzata al servizio dei cittadini». (w.b.)
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