Matrimoni, un business per il turismo
Presto in consiglio comunale approderà una delibera per scegliere alcuni luoghi cittadini per celebrare i riti civili
OLBIA. La terrazza del Museo archeologico. Ma anche la piazza di San Pantaleo, come la gettonatissima spiaggia di Pittulongu. E' solo un primo elenco di luoghi a Olbia dove potrebbero presto celebrarsi i matrimoni civili, alla presenza dunque di un ufficiale di stato civile. C'è allo studio una delibera che approderà in Consiglio comunale e che per il momento rappresenta un'idea dell'assessorato al Turismo. La genesi non appaia fuori luogo, dal momento che le richieste di matrimonio di stranieri sono aumentate parecchio negli ultimi anni, facendo di Olbia e delle sue bellezze naturali quella che in gergo si chiama "wedding destination".
La burocrazia. Certamente andrà superato qualche ostacolo di tipo burocratico. I matrimoni civili devono essere celebrati in luoghi dichiarati "casa comunale": dunque sarà necessario predisporre in questi nuovi luoghi scelti una sorta di ufficio di rappresentanza dello Stato civile, che aprirà o dove sarà possibile conservare i documenti nei giorni e negli orari in cui siano previsti i matrimoni. Poi ci sono i giorni e gli orari. I dipendenti comunali che lavorano allo Stato civile non sono in grado di coprire turni aggiuntivi e la maggior parte delle richieste di matrimonio fuori dalla casa comunale si riferisce al sabato e alla domenica e, soprattutto nel periodo estivo, in orari serali.
Il turismo. «Il Comune e il mio assessorato sono molto sensibili su questa iniziativa e proporrà al sindaco Nizzi di lavorare su questa modifica del regolamento comunale - spiega Marco Balata, assessore comunale al Turismo -. Stiamo valutando un regolamento ad hoc, utilizzando certamente le spiagge, ma io penso anche a San Pantaleo e alla terrazza del museo». Intanto l'amministrazione Nizzi ha già rimesso in sesto il vecchio giardino adiacente al palazzo municipale di corso Umberto, che è diventato luogo richiestissimo dove celebrare i matrimoni. Anche dagli stranieri. Attualmente le nozze celebrate in alcune spiagge, come successo di recente a Golfo Aranci, sono invece solo "matrimoni figurati", quelli nei quali i nubendi compiono la cerimonia (con formula di rito e firme del registro) nella casa comunale, salvo trasferirsi successivamente nel luogo scelto per la cerimonia "finta". Il nuovo regolamento comunale deve quindi determinare i luoghi pubblici deputati a diventare sede di celebrazione dei matrimoni, sedi comunali decentrate che possono essere però utilizzati per questa funzione in giorni e ore prestabiliti, dal momento che non possono comunque essere sottratti alla loro funzione pubblica.
Costi utilizzo. Un altro punto importante è la determinazione degli eventuali costi di utilizzo dei luoghi comunali. Ad oggi per i residenti è tutto gratuito e a patto che i matrimoni siano celebrato in orario di servizio del personale. Sposarsi fuori dall'edificio comunale e nel fine settimana implica il pagamento di eventuali straordinari, a meno che il sindaco non decidesse di delegare sempre assessori o consiglieri comunali.
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