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Nozze alla gallurese, paga tutto il Comune

Nozze alla gallurese, paga tutto il Comune

Santa Teresa, la coppia scelta indosserà il costume tradizionale e arriverà in chiesa su un carro a buoi

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SANTA TERESA. Il Comune come un wedding planner. Non solo organizza, ma si accolla anche le spese di un vero matrimonio alla gallurese che sarà celebrato durante la rievocazione storica di “lu coiu”, il rito delle nozze nella Gallura d’altri tempi. Il singolare tuffo nel passato è inserito in “Stazzi e cussogghj”, evento che ripercorre sul filo della memoria e delle tradizioni gli antichi sentieri della Gallura. La novità della sesta edizione è la partecipazione di una coppia che pronuncerà sul serio il fatidico sì nella piccola chiesa di Buoncammino, alle porte di Santa Teresa. Il rito religioso sarà celebrato il 21 maggio, la data potrebbe essere modificata in accordo con gli sposi.

«L'iniziativa costituisce una singolare vetrina di promozione per il territorio – commenta l'assessore alla Cultura e al Turismo, Stefania Taras –. Una commissione valuterà le richieste che dovranno essere presentate dai futuri sposi entro il 28 febbraio. La preferenza sarà data alle coppie che risiedono a Santa Teresa o in Sardegna, ma la partecipazione è rivolta a tutti, anche a chi vive all’estero».

Il Comune organizza la cerimonia in sinergia con il gruppo di figuranti. Agli sposi fornisce per un giorno gli abiti tradizionali. Mette a loro disposizione un carro a buoi, che in testa al corteo nuziale composto di figuranti, con invitati veri al seguito, sfilerà per le stradine di campagna. Un tratto di due chilometri dallo stazzo gallurese alla chiesa di Buoncammino, circondata da olivastri secolari e da una fitta macchia mediterranea. Secondo le tradizioni, lo sposo andrà a prendere la futura sposa nello stazzo gallurese dove sarà esposto il corredo. «Si tratta di un prezioso corredo antico – spiega l'assessore -, che sarà prestato per l'occasione da privati. Il coro polifonico di Santa Teresa accompagnerà con canti il rito religioso. Dopo la benedizione da parte delle rispettive madri degli sposi, sul sagrato della chiesa sarà rotto un piatto contenente grano, monete e petali di fiori. Seguirà lu bringhisi (il brindisi) bene augurante di un poeta gallurese. Verrà offerto un piccolo rinfresco». Il Comune pensa anche alle bomboniere: dolcetti tradizionali confezionati con tulle e ai servizi fotografico e video durante il rito. A carico degli sposi l'eventuale acconciatura e il trucco, oltre naturalmente al pranzo nuziale riservato ai parenti. (w.b.)

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