La Nuova Sardegna

Olbia

Piano anti alluvione bis, l’incarico a metà febbraio

di Serena Lullia
Piano anti alluvione bis, l’incarico a metà febbraio

Lo studio di fattibilità alternativo al Mancini non sarà pronto prima dell’estate Solo se l’Autorità di bacino darà l’ok si passerà al progetto esecutivo da 5 milioni

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OLBIA. Muove i primi, primissimi passi il piano anti-alluvione bis. Il bando per preparare uno studio di fattibilità alternativo al Piano Mancini è stato pubblicato il 30 dicembre. La gara si svolgerà a metà febbraio. Solo allora si conoscerà il nome dei tecnici che lavoreranno sulla prima fase del nuovo iter.

Studio di fattibilità. Il bando indica nel dettaglio il percorso che dovrà seguire l’alternativa al piano Mancini. 207mila gli euro di fondi comunali per redigere uno studio di fattibilità che individui una soluzione per ridurre il rischio idrogeologico diversa da quella trovata dal Piano Mancini. Lo studio di fattibilità non è un progetto esecutivo, sai chiaro. È una analisi, una proposta tecnicamente dettagliata che partendo dall’ analisi del territorio, dei corsi d’acqua, della natura del terreno individua una possibile soluzione valida. Il suo obiettivo è evitare che la città finisca sott’acqua nel caso di una alluvione, con tempi di ritorno di 200 anni.

Autorità di bacino. Il primo severo esame che lo studio di fattibilità dovrà superare è davanti all’Autorità di bacino. Spetta a questo organismo verificare se la nuova proposta ha le carte in regola per garantire sicurezza alla città e ai suoi abitanti. Per arrivare a questa fase serviranno alcuni mesi. A metà febbraio verranno aperte le buste con le offerte. Dalla firma del contratto il gruppo vincente avrà un mese, quindi fine marzo, per presentare indagine di campo e analisi conoscitive; analisi idrologica e idraulica e analisi delle alternative. L’amministrazione dovrà esaminare la documentazione e approvarla. Entro un mese dall’ok del Comune, quindi primavera inoltrata, lo studio vincitore dovrà presentare il resto della documentazione, cioè la proposta di intervento risultata più efficace dall’analisi dei costi e dei benefici.

Secondo step. La nuova proposta dovrà essere poi approvata dal Consiglio ed emendata con le eventuali osservazioni dei cittadini. Operazione a cui la burocrazia imprime un passo lento di mesi. Solo allora lo studio di fattibilità verrà valutato dall’Autorità di bacino. Se arriverà l’ok il Comune andrà avanti e passerà alla fase operativa, cioè la preparazione del progetto definitivo da sottoporre alla valutazione di impatto ambientale. «Qualora lo studio di fattibilità ottenga parere favorevole dall’Autorità di bacino e dagli altri enti coinvolti nel procedimento autorizzativo la stazione appaltante si riserva la facoltà di estendere l’incarico anche al progetto di fattibilità tecnica ed economica, al progetto definitivo ed esecutivo, al coordinamento della sicurezza e alla direzione dei lavori». Per questa seconda tranche di prestazioni si valuta un costo di 5milioni 592mila euro.

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