Famiglia con disabile senz’acqua da giorni
Santa Teresa, le segnalazioni ad Adiconsum mai arrivate ad Abbanoa che ha slacciato il contatore
SANTA TERESA. Una settimana senza l’acqua corrente. Abbanoa ha slacciato il contatore di una famiglia perché non ha saldato una bolletta di tre anni fa di oltre 24mila euro. «È chiaro che c’era stato un errore – racconta Francesca (nome di fantasia), 50 anni, una pensione di accompagnamento perché invalida al 100% –. Ci eravamo rivolti all’Adiconsum di Sassari, convinti che stesse portando avanti un’intermediazione con il gestore idrico. Siamo rimasti increduli quando Abbanoa ha portato via il contatore». La donna ha una figlia di 10 anni, il marito fa l’operaio. «È impensabile rimanere senz’acqua così ci siamo rivolti al Comune – spiega – e abbiamo anche denunciato il fatto ai carabinieri». La famiglia dunque non aveva presentato reclami perché era in attesa di una conciliazione tramite la società dei consumatori. Ma il gestore idrico, dal canto suo, dichiara di aver appreso la reale situazione soltanto dopo aver ricevuto la lettera del Comune. Non solo. Sostiene di «non aver mai ricevuto alcuna segnalazione da parte dell’Adiconsum», il caso avrebbe seguito un iter diverso. Abbanoa spiega che dopo sei solleciti nel corso degli anni, non avendo ricevuto reclami è stata costretta a slacciare il contatore: «È la prassi per i clienti morosi».
I disagi per la famiglia dovrebbero risolversi in breve tempo. Abbanoa fa sapere che ripristinerà il servizio dopo aver fatto le dovute verifiche per cercare di risolvere anche il contenzioso. «Siamo più che disponibili a trovare una soluzione – afferma il gestore -, anche con l'intermediazione del Comune. Troveremo il modo per regolarizzare la posizione dell'utente». Oltre alla bolletta di 24.178 euro, inviata tre anni fa, la famiglia teresina aveva ricevuto un conguaglio di 2mila 800 euro. «Tutta questa acqua non l’abbiamo consumata – commenta la signora –. Non abbiamo nemmeno il giardino. Siamo rimasti attoniti in un primo momento, perché quando dagli uffici comunali hanno chiesto chiarimenti ad Abbanoa, è stato risposto che era la prassi. E che per evitare lo slaccio io avrei dovuto avere una disabilità tale da costringermi a rimanere immobile a letto e con i macchinari attaccati. Incredibile, esistono diverse forme di invalidità. Poi hanno capito la reale situazione. Noi vogliamo pagare solo i metri cubi d’acqua che abbiamo consumato».
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