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Olbia

Olbia, picchiò l’ex moglie: condannato a 11 mesi

Il tribunale di Tempio
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Il tribunale di Tempio

Il processo a Tempio: era imputato un cameriere 42enne accusato di lesioni, ingiurie e minacce

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OLBIA. E’ finito con la condanna a undici mesi di reclusione il processo che vedeva imputato J.A.M., un cameriere di origini dominicana di 42 anni, che era accusato di lesioni, ingiurie e minacce nei confronti della ex moglie e di resistenza a pubblico ufficiale. Un processo che si è allungato più del dovuto visto che doveva svolgersi per direttissima. Ma dopo vari rinvii chiesti dal legale dell’uomo, Cristian Cicoria, si è arrivati all’epilogo solo ieri mattina nel tribunale di Tempio, quando il giudice Marco Contu ha pronunciato la sentenza che prevede anche, per l’imputato, il pagamento delle spese processuali e il risarcimento danni per la moglie, assistita dall’avvocato Mario Delitala, che si era anche costituita parte civile.

I fatti relativi a questo processo si erano verificati a Olbia giusto due anni fa, all’inizio del gennaio del 2015. L’uomo era stato convocato dai servizi sociali per un incontro protetto nel quale si doveva discutere, tra ex coniugi, come portare avanti l'educazione dei tre figli, che sono affidati alla madre. L'uomo, giunto nella sede dell'incontro, è però andato in escandescenze subito dopo aver visto la ex moglie, aggredendola fisicamente e insultandola in modo fortemente offensivo. Considerato lo stato d'animo dell’uomo e, soprattutto, la sua violenta reazione, gli assistenti sociali che presenziavano all’incontro protetto hanno chiesto l'intervento di una "volante", giunta sul posto quasi immediatamente con due agenti. Quando il cameriere dominicano ha visto arrivare nella casa i poliziotti, invece di scendere a più miti consigli a reagito con ulteriore violenza, aggredendo anche uno degli agenti. Dopo il parapiglia successivo alla reazione scomposta, l’uomo è stato ammanettato, non senza difficoltà, e accompagnato al commissariato e dichiarato in arresto. Rimesso in libertà, all’uomo era stata assegnata la misura cautelare del divieto di avvicinarsi alla ex consorte. L’episodio era stato il culmine di una serie di problemi vissuti all’interno della coppia, che prima aveva portato alla separazione. Ma con questa, non era arrivata la pace, anzi, l’uomo ha continuato a tormentare la donna e a perseguitarla, tanto che lei si era rivolta al Centro antiviolenza Prospettiva donna per l’assistenza necessaria in questi gravi casi. Una assistenza che è proseguita anche durante il processo che si è concluso ieri mattina.

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