Nizzi lancia l'allarme: "Il nostro ospedale al collasso, la Regione non può ignorarci"
Il sindaco incontra i primari del Giovanni Paolo e rilancia la battaglia per la sanità nel territorio
OLBIA. Reparti ospedalieri in piena emergenza, pochi anestesisti e pochi infermieri. E, inoltre, mancano i reparti di oculistica, otorino, la neonatologia e l'urologia. Il quadro lo disegna il sindaco Settimo Nizzi in una conferenza stampa improvvisata in cui al suo fianco siedono i primari dell'ospedale di Olbia di ortopedia (Peppino Mela), ostetricia e ginecologia (Antonio Rubattu), anestesia e rianimazione (Franco Pala) e chirurgia (Luigi Presenti). "In un momento in cui la sanità regionale si sta riorganizzando _ ha detto Nizzi _ dobbiamo far sentire la nostra voce, altrimenti a Cagliari e a Sassari penseranno che qui va tutto bene. In realtà, da sindaco, ho il dovere di sottolineare che le cose vanno male. Da tempo questo territorio evidenzia problematiche irrisolte ed è ora che ci ascoltino. A cominciare dalla questione dei posti letto, insufficienti, e dalle lunghe liste d'attesa per visite specialistiche e interventi".
Lo sfogo di Nizzi prosegue. Ha chiamato anche Pierpaolo Pani, nominato direttore della Assl di Olbia, che non è arrivato in Comune per impegni già presi. "Poi mi ha richiamato _ sottolinea il sindaco, che comunque è contrariato anche se non lo dice per il rinvio dell'incontro _, ma noi lanciamo l'allarme comunque. E speriamo di avere risposte concrete. L'assessore regionale Aru è un medico, Moirano è un esperto e anche Pani lo è. Spero che capiscano che qui non si può più aspettare".
Sullo sfondo c'è l'apertura imminente del Mater Olbia, che in parte potrebbe risolvere i problemi. "Siamo stanchi _ continua Nizzi _ le risposte le vogliamo subito, perché non sappiamo quando aprirà. Olbia è un ospedale di eccellenza che, intanto, non ha ancora l'accreditamento. Ma per un sacco di cose necessarie, la popolazione deve andare a Nuoro, Ozieri, Sassari. Non è più possibile. Come non è possibile che non ci sia la neonatologia, in un territorio primo in Sardegna per nuove nascite. E, per inciso, in ogni caso, l'apertura del Mater non risolverà tutte le nostre emergenze. Per questo abbiamo bisogno di aver risposte concrete e iimmediate".
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