Yoga a scuola, ora c’è un progetto
Meditazione e concentrazione: per gli alunni potrebbe diventare prassi comune
TEMPIO. Bambini che meditano in silenzio e fanno esercizi di concentrazione prima del compito di matematica o dell’interrogazione di storia? Dal prossimo anno scolastico potrebbe diventare una prassi piuttosto comune anche nelle scuole di Tempio. Sarebbe il risultato della scoperta dell’utilità dello yoga all’interno delle aule scolastiche. Una scoperta che in alcune realtà scolastiche dell’isola (la scuola primaria di Nurri, ad esempio) è in piena fase di sperimentazione.
Niente esclude che presto anche a Tempio si possa fare qualcosa di simile, grazie ad una proposta dell’associazione “Amici Yoga” che è stata presentata alla scuola primaria della città, per avviare nel plesso di San Giuseppe un progetto Pon che consentirebbe l’introduzione al suo interno di questa antica disciplina orientale con corsi pomeridiani di due ore. Al momento, però, è tutto sulla carta. A incoraggiare l’approvazione del progetto potrebbe essere la notizia che dal prossimo anno scolastico si terranno nelle scuole sarde le prime lezioni di yoga. 24 insegnanti del Cagliaritano avrebbero già ricevuto la necessaria formazione. A giorni inizieranno i corsi in provincia di Oristano, mentre a Sassari prenderanno il via in primavera. Si tratta di un progetto del Comitato Regionale Uisp Sardegna Area Discipline Orientali, che ha ottenuto il nullaosta dell’Ufficio Scolastico regionale e dell’Ufficio per l’educazione fisica e sportiva. Il protocollo prevede che ai docenti sardi sia offerta la possibilità di iscriversi a corsi di formazione di 50 ore. A Tempio, sottotraccia, qualcosa di simile sta già accadendo. Grazie ad “Amici Yoga”, sono molti gli insegnanti che stanno facendo pratica e, soprattutto, cresce il numero di bambini che ne seguono le lezioni. L’introduzione dello yoga nelle scuole è un’idea che non può non piacere a Roberto Palmieri, fondatore di Amici Yoga. «Sapevo di questa iniziativa molto interessante e credo che in questo momento sia importante che nelle scuole ci sia una innovazione rivolta al rispetto dei bambini visti nella loro individualità» Ci sarebbe però un aspetto critico. «Non credo - dichiara Palmieri - che con un corso di 50 ore si possa essere pronti a insegnare yoga ai bambini, ma sicuramente può essere un buon approccio per creare nell'insegnamento una consapevolezza diversa rivolta al rispetto del bambino, così da aiutarlo a sviluppare le sue capacità naturali con i tempi giusti». Palmieri insiste giustamente sulla specificità dello yoga, disciplina non equiparabile a quella del curriculum scolastico. «È importante che chi insegna yoga abbia una sua esperienza personale di cambiamento nel profondo rispetto della natura in senso globale; in poche parole lo yoga non si può insegnare come la matematica o l'italiano, essendo una disciplina che può essere trasmessa acquisendo una profonda consapevolezza del proprio Sé». Di concreto per ora c’è la consapevolezza delle istituzioni scolastiche sarde dell’importanza dello yoga e delle sue tecniche. (g.pu.)
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