Il sindaco contro il Piano Sic dei divieti
La Maddalena, l’atto legittimamente approvato dal Consiglio del Parco va ratificato dalla Regione
LA MADDALENA. I maddalenini hanno scoperto di vivere nell’isola dei divieti. No alla pesca sportiva subacquea, no alla pesca a traino se non oltre i 60 metri, no alle escursioni a Cala Coticcio e Cala Brigantina, no alle moto d’acqua. In tanti hanno scoperto anche che esiste un Piano di gestione dell’area Sic (sito di interesse comunitario) e Zps (Zona di protezione speciale). Anche lo stesso Consiglio direttivo che nella seduta presieduta dal direttore Lella Gaio lo hanno votato.
Il sindaco. Il primo cittadino Luca Montella punta il dito contro il Piano Sic. «Mi lascia allibito leggerne il contenuto. Sapere poi che è stato votato dai nostri concittadini mi sconvolge. La tutela ambientale deve trovare nel coinvolgimento della popolazione la sua massima espressione, cosa che qui non è avvenuta. Si impongono limiti a usi e tradizioni della popolazione che non hanno mai rappresentato un pericolo per l’ambiente. La comunità è giustamente in subbuglio. Compatibilmente con le nostre prerogative ci adopereremo per mettere rimedio».
Piano Sic e Zps. Gli acronimi non sono un incentivo alla lettura per il cittadino medio. Diverso dovrebbe essere per chi certi atti li deve approvare incidendo sul futuro di una comunità. Per fare chiarezza il Piano di gestione del Sic è un documento redatto da tecnici esterni. L’incarico viene affidato con bando pubblico, esattamente come avviene per il Puc. È stata la società Criteria, alle spalle diversi piani di gestione di Sic, a vincere l’appalto. Lo staff di tecnici si è messo al lavoro e ha presentato al Parco una bozza di piano. Un documento in itinere, che segue un percorso di Vas, valutazione ambientale strategica. È stato presentato ai portatori di interesse, Comune, pescatori, operatori del mare in sedute pubbliche in cui si potevano presentare delle osservazioni, cioè delle modifiche. Ma non ne sono arrvate. Il piano Sic e Zps segue le direttive comunitarie. Regole spesso molto severe. La discussione e le osservazioni servono per ammorbidire la rigidità delle norme generali. Il Piano Sic è stato poi inglobato all’interno del Piano del Parco, che modulava le norme generali al caso dell’arcipelago. Il Piano del Parco “correggeva” infatti alcune delle rigide prescrizioni del Piano Sic, ma non è stato votato. A oggi, dunque, il Piano Sic legittimamente approvato, è valido. Per entrare in vigore deve essere ratificato dalla Regione.
Paternità. Il commissario Leonardo Deri, ha preso le distanze dal Piano Sic. «Non è un atto del commissario. È stato approvato il 22 novembre 2016 con voto favorevole dei consiglieri: Enzo Di Fraia (come presidente facente funzioni), Mauro Bittu, Luca Ronchi e Carlo Rotta.» I 4 consiglieri hanno annunciato una nota esplicativa del loro gesto sabato scorso, ma ancora non è stata resa pubblica.
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