La Nuova Sardegna

Olbia

Meloni: il Puc salva tradizione e sviluppo

di Giandomenico Mele

Loiri Porto San Paolo, il sindaco spiega il confronto con la Regione che chiede meno volumetrie

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LOIRI PORTO SAN PAOLO. Si salvano le coste, mentre vengono ridimensionate le volumetrie per le zone interne. Avanza a tappe forzate la procedura per l'ultimazione del Piano urbanistico comunale di Loiri Porto San Paolo. Questa settimana il sindaco e consigliere regionale del Partito democratico, Giuseppe Meloni, vedrà a Cagliari i tecnici della Regione, mentre per i primi di febbraio è previsto un incontro a Porto San Paolo per la firma di un protocollo d'intesa con l'assessore regionale all’Urbanistica Cristiano Erriu, per delineare il cronoprogramma operativo per la chiusura del tanto atteso Puc. Una cosa resta però chiara, il Puc non resterà inconcluso negli atti da presentare in assemblea prima delle elezioni comunali della prossima primavera, per non farlo diventare strumento della prossima campagna per le elezioni amministrative.

Il taglio. «Non faremo passaggi consiliari prima delle elezioni, la nostra è una scelta precisa: il Puc è uno strumento di programmazione troppo importante per il futuro del nostro territorio perché possa diventare oggetto di lotta politica – spiega il sindaco Giuseppe Meloni –. Stiamo lavorando ai Piani particolareggiati per risolvere la situazione delle aree ex BE. Sulle zone costiere la soluzione è più agevole, mentre ci chiedono di ridurre le volumetrie nelle zone rurali, dimensionandole sulla base dei reali indici di crescita».

Valori di crescita. Ci sono circa 700 mila metri cubi in più, infatti, nel piano urbanistico comunale di Loiri Porto San Paolo. Una montagna di cubatura che la Regione ha chiesto di rivedere affinché lo strumento urbanistico possa ottenere il via libera da parte degli uffici competenti. Il motivo della richiesta è legato ai potenziali valori di crescita del numero degli abitanti nel territorio, che comprende l'entroterra di Loiri con i suoi borghi e le sue frazioni e la parte costiera di Porto San Paolo, dove è maggiore la richiesta di volumetrie e metri cubi legati al turismo balneare. Secondo le analisi del Comitato tecnico regionale, il Piano urbanistico di Loiri Porto San Paolo, disegnato pensando ad un incremento di abitanti di 10 mila unità in 10 anni, sarebbe sovradimensionato.

Il contrasto. Le previsioni degli uffici della Regione, ma anche lo studio socio-economico effettuato dall'attuale amministrazione, parlano invece di una crescita di 7000 abitanti in 10 anni. A pagare il prezzo più alto della riduzione di volumetria saranno soprattutto le aree della parte interna del comune, i borghi e le frazioni dove è più bassa la densità di case e popolazione residente. Qui infatti sono presenti le aree BE, zone dove è possibile costruire secondo il piano di fabbricazione vigente, ma che vanno in netto contrasto con il "decreto Floris" che il nuovo Puc dovrà necessariamente osservare. «Non parliamo di uno scontro con la Regione, sono in corso colloqui che proseguiranno anche questa settimana – sottolinea ancora il sindaco Giuseppe Meloni –. Si tratta di ricondurre le zone rurali alla loro reale destinazione e vocazione, quella di tramandare la tradizione e consentire degli investimenti economici. Non certo quella di fare speculazione edilizia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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