Sciopero e sit-in per salvare la Clea

OLBIA. Nessun passo indietro. I dipendenti della Clea confermano lo sciopero del 30 gennaio contro i 139 licenziamenti annunciati da Gianni Iervolino. I lavoratori e le lavoratrici della lavanderia...

OLBIA. Nessun passo indietro. I dipendenti della Clea confermano lo sciopero del 30 gennaio contro i 139 licenziamenti annunciati da Gianni Iervolino. I lavoratori e le lavoratrici della lavanderia industriale, sostenuti da Cgil e Cisl, confermano la linea dura in difesa del loro posto. E non saranno soli nella loro battaglia che li vedrà scendere in piazza. I consiglieri regionali Giuseppe Fasolino (Fi) e Giuseppe Meloni (Pd) hanno già manifestato il loro sostegno ai dipendenti. Un patrimonio di professionalità che deve essere difeso.

L’assemblea dei dipendenti Clea ieri si è espressa in favore dello sciopero. Dalle 7 alle 10 del 30 gennaio verrà organizzato un sit-in davanti alla Clea, in zona industriale. Alle 12 la mobilitazione si sposterà davanti al palazzo del municipio. In questi giorni i sindacati chiederanno un incontro anche al sindaco Settimo Nizzi, invitandolo a unirsi alla loro battaglia.

Al momento la trattativa con l’imprenditore Iervolino è in stallo. Le posizioni tra sindacati e privato sono distanti. Il primo ha avviato la procedura di mobilitazione per 139 lavoratori, ma potrebbe decidere di ridurre della metà i tagli. I sindacati chiedono però garanzie per chi perderà il posto di lavoro. Contratti a tempo determinato per l’estatelunghi almeno sei mesi. (se.lu.)

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