Per la libreria “Max 88” è la fine di un’epoca
Massimo Dessena annuncia di chiudere e di «passare la mano dopo quasi 30 anni. Finita la benzina»
TEMPIO. Mancavano pochi mesi al trentennale. Un traguardo che per una libreria, nell’epoca della letteratura digitale e del libro fai da te, sa di straordinaria longevità. La festa, però, non si farà. La libreria Max 88 chiude i battenti. In realtà, il peggio è stato scongiurato, perché, quando il titolare dell’esercizio, Massimo Dessena, ha dato l’annuncio, molti hanno temuto che dovesse chiudere definitivamente l’ultima libreria della città.
Il dispiacere è però forte perché Dessena e il suo gruppo di collaboratori non si sono limitati in tanti anni di attività a vendere libri. Max 88 è stato un crocevia di lettori, bibliofili inguaribili, scrittori e studenti. Tutti hanno appreso la notizia attraverso i social. Segno di tempi che cambiano e che non sembrano essere tanto favorevoli alle librerie, luoghi in cui il libro si continua a sfogliarlo materialmente. L’annuncio del libraio è stato laconico e diretto. «29 anni e 5 mesi. Tali e tanti sono gli anni da libraio. Passo la mano. Finita la benzina. Grazie a chi ci ha sostenuto in tutti questi anni, alla città dove vivo, ma soprattutto alle persone, e sono tante, che con me hanno collaborato in questa magnifica avventura».
Parole che riassumono in poche righe la passione per una professione, quella di libraio, che sembra appartenere ad altri tempi e che, forse anche per questo, continua ad essere circondata da un’aura di romanticismo. La Libreria Max 88 non è stata però una libreria come tante altre. Ha fatto fronte con determinazione alla crisi della materia prima, il libro cartaceo, producendo infinite iniziative. Ha dato asilo a scrittori sconosciuti e piccole case editrici. È stata amica degli studenti, sostenendo molte loro iniziative, come le convention di “contro-mano” che hanno avuto tra i loro ospiti scrittori come Lorenzo Licalzi e Paola Mastroccola. Attraverso l’impulso della libreria e l’incontro tra diversi lettori è nata l’associazione Carta Dannata. Molte delle migliori iniziative organizzate a Tempio per onorare la memoria di Fabrizio De André portano la firma della libreria e dell’associazione. Una tra le tante è “Una storia sbagliata”, il premio letterario che ha fatto in tempo a spegnere le dieci candeline e per il quale Max 88, in collaborazione con la casa editrice Mediando, ha pubblicato una collana di belle antologie.
Amico di musicisti come Julian Cope e scrittori come Ezio Vendrame e Michela Murgia, Massimo Dessena e la sua libreria hanno portato a Tempio i nomi più grossi dell’editoria nazionale. All’appello ne mancavano pochi. Chissà che a questa piccola, veniale, “omissione” non rimedi la nuova gestione. (g.pu.)
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