Un maxi lago tra i condomìni e la scuola
Dal 1996 i residenti chiedono un intervento sull’area privata. Un canale tombato impedisce il deflusso delle acque piovane
OLBIA. Una scuola e tre condomìni a mollo nell’acqua piovana. Tra via Vittorio Veneto e via Cimabue c’è un terreno privato abbandonato che con le piogge si trasforma in un lago. In alcuni punti l’acqua raggiunge anche un metro di profondità. La diga naturale si trova al confine tra la scuola di Santa Maria e alcuni palazzi. Durante l’alluvione del 2013 nei garage dei condomìni si accumularono due metri di acqua. Sommerse tre auto e due moto. L’esercito lavorò due giorni per vincere la battaglia contro l’acqua. Con le abbondanti piogge dei giorni scorsi il problema si è puntualmente ripresentato. La pozza d’acqua è diventata un lago che si è ingrossato e ha invaso i piani interrati. Un pericolo costante per la sicurezza degli edifici e della scuola. Dal 1996 i residenti aspettano un intervento delle istituzioni. E ora rilanciano l’appello. In attesa di interventi strutturali che risolvano il problema in modo definitivo chiedono al Comune che mandi almeno delle motopompe per prosciugare il lago.
La prima richiesta. Porta la data del 1996 la prima richiesta di aiuto dei proprietari di appartamenti nei condomìni Ichnusa e Naldoni. Nell’oggetto della lettera la sintesi del problema: allagamento persistente del lotto confinante Degortes. Con la nota protocollata, corredata di una trentina di firme, veniva esposto nel dettaglio il disagio. «Il terreno si allaga durante i periodi piovosi formando un lago con livelli di profondità di oltre un metro e mezzo. La presenza continua di acqua causa un allagamento costante del piano interrato del condominio Ichnusa, invadendo i garage e le centrali termiche».
Il canale tombato. Il motivo per cui l’acqua resta nel terreno tra la scuola e i condomìni è semplice. Il canale che trasportava l’ acqua piovana verso via Vittorio Veneto è stato eliminato. Sbarrata in questo modo la sua naturale via di fuga. L’acqua resta prigioniera nel terreno per quasi tutto l’anno. Una presenza fissa poco gradita e anche molto pericolosa. A rischio la staticità dei palazzi, ma anche la sicurezza.
Terreno non recintato. Chiunque può accedere all’area verde. Spesso i bambini ci vanno a giocare, c’è chi porta il cane a fare una passeggiata. Alcuni tratti sono paludosi e ricoperti di canne. Un muro di confine crollato tre anni fa non è mai stato ricostruito. E poi c’è il lago profondo oltre un metro.
Appello ed esposto. Fino a oggi i condòmini hanno atteso pazientemente un intervento del Comune. Si sono messi in fila aspettando che altre emergenze della città alluvionata venissero risolte. Ora però che il disagio assume sempre di più i tratti di un problema di sicurezza, hanno deciso di alzare la voce. Indicano al Comune un intervento di breve periodo, il prosciugamento del terreno con motopompe, in attesa di una soluzione strutturale. Ma le famiglie preparano anche un esposto alla Procura.
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