Iervolino gela tutti: «Nessun passo indietro»
L’imprenditore della Clea: «La società non può rinunciare alle procedure avviate di licenziamento»
OLBIA. L'imprenditore Gianni Iervolino ha diffuso una lunga nota stampa per sottolineare che la situazione della Clea resta molto difficile. Iervolino ha invitato a non farsi false illusioni. La procedura dei licenziamenti va avanti. «Da mesi – ha scritto – i giornali locali si occupano di Clea e di Gianni Iervolino. L’immagine che viene data è quella di una società e, soprattutto, di un imprenditore assolutamente imperturbabile di fronte allo sgretolamento di un progetto che è stata la sua vita ed incurante delle conseguenze che questo avrà sui dipendenti. Non è così. E’ ora di ristabilire la verità dei fatti. La Famiglia Iervolino opera nel mercato sardo da oltre 40 anni e, in tutti questi anni, ha costantemente effettuato investimenti sul territorio, garantendo così un’occupazione media a circa 500 famiglie che vivono nel territorio olbiese».
«Purtroppo, nel corso degli ultimi anni, Clea ha dovuto registrare una importante crisi aziendale e la situazione è andata aggravandosi. È noto che determinante sia stato il contenzioso con la Asl di Nuoro che ha visto Clea soccombente in sede arbitrale. Clea si è sempre difesa e oggi la controversia pende alla Corte d’Appello di Sassari ed è quanto mai auspicabile che, a breve, ci sia una pronuncia».
Resta, secondo Gianni Iervolino la grave incertezza legata anche a questo pronunciamento. Intanto due giorni fa si è tenuto un incontro nella sede della provincia, dove era presente anche l’assessore regionale all’industria Maria Grazia Piras. «Ancora una volta, sono state esaminate le ragioni della crisi e le difficoltà che la Società sta affrontando in questi giorni ma, soprattutto – puntualizza –, di fronte all’Assessore si è cercato di sgombrare il campo da ipotesi irrealizzabili, quale quella che vorrebbe un ingresso di Clea nel Consorzio delle Imprese Sarde».
«Secondo alcuni avrei fatto un passo indietro sui 139 licenziamenti e valutato – sottolinea Iervolino – positivamente la proposta avanzata dalla Cgil, secondo cui si potrebbero evitare i licenziamenti, trasformando tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato in rapporti a termine per otto mesi, con garanzie di rinnovo per cinque o dieci anni e il mantenimento dell'anzianità di servizio. Questa rappresentazione dei fatti non corrisponde al vero. Confondere una presa d’atto con un ripensamento è grave ed è pericoloso perché finisce per ingenerare false speranze che né Clea, né la famiglia Iervolino vogliono ingenerare. Certo la proposta dovrà essere meglio dettagliata dai Sindacati – conclude Iervolino – ma certamente questo non significa che la Società potrà rinunciare alla procedura, mantenendo in forza tutti i suoi dipendenti: questo deve essere chiaro».
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