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Processo da rifare per la morte di una bimba: lo ha deciso la Cassazione

Processo da rifare per la morte di una bimba: lo ha deciso la Cassazione

ARZACHENA. La corte di Cassazione ha annullato, ieri mattina, la sentenza d’appello che confermava, nell’udienza di secondo grado, la condanna a 10 mesi e 20 giorni di reclusione inflitta in primo...

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ARZACHENA. La corte di Cassazione ha annullato, ieri mattina, la sentenza d’appello che confermava, nell’udienza di secondo grado, la condanna a 10 mesi e 20 giorni di reclusione inflitta in primo grado con rito abbreviato a Francesco Giagoni, accusato di omicidio colposo.

L’uomo, nel gennaio del 2011, mentre alla guida della sua auto stava per immettersi da una via laterale sul viale Costa Smeralda di Arzachena investì e uccise la piccola Giulia Venuti, di appena 3 anni, la quale attraversava la strada per raggiungere l’auto del padre. La Suprema Corte, accogliendo il ricorso del difensore dell’uomo, il cassazionista Domenico Putzolu, ha annullato la sentenza rinviando gli atti alla corte d’Appello di Cagliari che dovrà pronunciarsi nel merito nel corso di un nuovo processo. La tragedia accadde l'11 gennaio del 2011 ad Arzachena, sulla statale che attraversa il paese gallurese. Sonia Brinchia, madre della bimba, era appena uscita dal supermercato Despar, all'ingresso del paese, dove era andata a far spese portando con se la piccola Giulia. Dall'altra parte della strada il marito Checco Venuti, e il fratellino di Giulia attendevano in auto. La bimba sfuggì al controllo della mamma avviandosi sul viale Costa Smeralda, dove venne travolta dall’auto guidata da Francesco Giagoni, che era alla guida di una Citroen C3. Le perizie hanno accertato che l’auto, al momento dell’impatto, viaggiava a 23 chilometri orari ed era impegnata in una manovra di svolta sul viale Costa Smeralda. La bimba aveva battuto violentemente la testa sull’asfalto e, dopo alcuni giorni di sofferenza, era volata in cielo. I familiari, quando i sanitari del Santissima Annnunziata di Sassari dichiarono il decesso della bimba, non esitarono un attimo a dare la loro l’autorizzazione all’espianto degli organi, una decisione dettata dall’immenso amore che avevano per la loro bambina, consentendo ad altri bimbi di poter vivere grazie alla donazione della loro piccola. La morte della bimba aveva commosso l’intera comunità di Arzachena, che si era stretta attorno ai familiari i quali, per i funerali, chiesero di devolvere le somme destinate ai fiori alla associazione di volontariato «Agosto ’89», un’ulteriore gesto di solidarietà verso i bisognosi. Le motivazioni della Cassazione saranno depositate nei prossimi giorni. (re.te.)

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