I sindaci dell’Alta Gallura perplessi sulla vertenza senza campanili
La pax gallurese ha già qualche nemico interno. Diversi amministratori e segretari di partito dell’Alta Gallura si dicono perplessi per la sa nta alleanza siglata da Nizzi e Biancareddu. Più un patto...
La pax gallurese ha già qualche nemico interno. Diversi amministratori e segretari di partito dell’Alta Gallura si dicono perplessi per la sa nta alleanza siglata da Nizzi e Biancareddu. Più un patto di acciaio di forma che di sostanza. Per il sindaco di Luras, Marisa Careddu, «l’unità del territorio per problemi da decenni irrisolti è già stata chiesta, perseguita ed invocata da noi sindaci, da tantissimi anni. Sanità, giustizia, istruzione e sistema viario in primis. Penso che non si tratti di sancire un patto quanto piuttosto di dimostrare concretamente di crederci. Solo se le assenze del passato verranno colmate con soluzioni concrete, tutto avrà un senso». Giò Martino Loddo, sindaco di Calangianus è ironico. «Nizzi e Biancareddu sono amici di vecchia data. Hanno tutto il diritto di chiacchierarsela tra loro. Ma da lì a vedere l’amico Settimo incatenarsi davanti al tribunale di Tempio, così come a suo tempo abbiamo fatto i sindaci dell’Unione dei Comuni Alta Gallura per l’ospedale “Paolo Dettori”, mi sembra roba da fantascienza». Chiede invece che la vertenza Gallura veda i grandi comuni combattere al fianco dei piccoli comuni il sindaco di Bortigiadas Emiliano Deiana. «Vanno bene i temi cari ai grandi centri di Olbia e Tempio ma ci sia pari dignità per i piccoli».
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