Non solo trekking: è Tavolara la star del turismo attivo

In tutta la Gallura aumenta il numero degli escursionisti Sentieri da sogno aperti a San Pantaleo e a Capo Ceraso

OLBIA. Le rocce modellate dal vento, i sentieri che si perdono tra coste e collina, le vette che dominano vallate verdi e litorali mozzafiato. Le zone incontaminate che circondano la città stanno diventando meta di chi, la domenica mattina, preferisce alzarsi presto e indossare un paio di scarpe da trekking. È un fenomeno che è esploso soprattutto grazie ai social. Postare una foto su Facebook significa anche invogliare gli amici virtuali a fare altrettanto. Ma la strada da percorrere è ancora lunga, soprattutto in termini di promozione. Il turismo attivo è un settore in cui anche Olbia, al momento più indietro rispetto ad altri comuni, può dire la sua. Le attività da promuovere sarebbero tante e in cima alla lista c'è sicuramente l'escursionismo. Un primo passo è stato compiuto un anno fa, quando il Comune ha avviato una rete sentieristica.

Un mondo da conoscere. Domenica al museo è stato proiettato il documentario sulla spedizione nelle Ande con protagonista Ernesto Macera Mascitelli, alpinista olbiese d'adozione. È stato anche un modo per discutere di turismo attivo. «Devo dire che esiste un mondo da far conoscere - spiega Silvana Pinducciu, assessore allo Sport -. Domenica è intervenuto anche Corrado Conca, guida escursionistica, e ci ha mostrato numerose immagini di cosa tutto si può fare in Gallura, da San Pantaleo a Tavolara». L'assessore ora vuole incontrare le realtà che operano nel settore: «Voglio capire meglio questo mondo e capire come intervenire. Dobbiamo promuovere questo tipo di attività, tra i turisti ma anche tra gli olbiesi».

Voglia di trekking. In città c'è un'associazione che si chiama Nonsolotrekking. E quello che fa non è da poco. «Tutto è nato nel 1998 come gruppo di appassionati- racconta Giuseppe Deiana, il presidente -. Man mano la cosa è cresciuta e da quando c'è Facebook è praticamente esplosa, tanto che a settembre ci siamo trasformati in associazione. Gli iscritti ora sono 60. Si paga solo una quota d'iscrizione. Ci diamo appuntamento e andiamo alla scoperta dell'isola. Anche Olbia ha la fortuna di avere paesaggi magnifici, da Cabu Abbas a Capo Ceraso. Però serve investirci. Lo scorso anno il Comune ha avviato una prima rete sentieristica, bisogna insistere. Serve capire che c'è tanta gente che non aspetta altro».

Tavolara superstar. Una delle mete più gettonate è Tavolara. Sono tantissime le persone che negli ultimi anni sono salite in cima all'isola, tra sentieri, tratti di ferrata e calate in corda. Massimo Putzu, guida escursionistica, lo sa molto bene. «Ho accompagnato circa 4mila persone - racconta -. Le richieste sono aumentate tantissimo grazie a Facebook e al passaparola. Capita di portare una persona, poi l'amico e poi l'amico dell'amico. Comunque il territorio olbiese ha altri luoghi molto belli, come Monte Pino, San Pantaleo, Capo Ceraso. Però c'è da lavorare sulla comunicazione, bisogna far sapere che esistono».

Avventura nei fiumi. A Olbia, nel 2013, è nata l'associazione CanyoninGallura. È composta da 40 iscritti che praticano gratuitamente il canyoning, cioè la spettacolare discesa anche in corda di gole attraversate da fiumi. «L'attività outdoor in generale è sempre più richiesta - spiega Eugenio Degortes, il fondatore -. Sono tante le persone che amano praticare sport a basso costo e in posti fantastici. E tutto questo vuol dire anche promuovere il territorio. A marzo, per esempio, a Berchidda organizzeremo una manifestazione che unisce fiumi e vermentino». CanyoningGallura si concentra anche sul normale escursionismo. «A Olbia ci sono bei posti - conclude Degortes -. Però bisognerebbe almeno completare e migliorare la rete sentieristica e farla conoscere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes