Edifici per il G8 inutilizzati, oltre il danno la beffa: la Regione paga un milione di Imu
La Maddalena, le strutture costruita per il mancato maxi vertice dei sono in rovina mentre il contenzioso con la Mita resta aperto. Il sindaco della Maddalena: «Un paradosso pagare per beni inutilizzati. E resta la cattiva immagine»
LA MADDALENA. Oltre il danno anche la beffa. Mentre prosegue il lento e inesorabile sgretolamento del compendio dell'ex arsenale e dell'ex ospedale militare, le strutture nate e riconvertite in occasione del mancato G8 continuano a pesare sulle casse pubbliche. La Regione paga per immobili inagibili e inutilizzati Imu per quasi 1 milione 200 mila euro all'anno. Solo una piccola parte dell'imposta finisce nelle casse comunali, perché l'85 per cento della somma torna allo Stato: i beni sono classificati come capannoni industriali.
Il sindaco Luca Montella chiede elasticità finanziaria e ribadisce l'urgenza della nomina di un commissario per porre fine ai problemi che ruotano intorno all'ex arsenale. Sul compendio, realizzato per il mancato G8 del 2009, è ancora aperto un contenzioso tra la Mita Resort, il dipartimento della Protezione civile e la Regione. In attesa della decisione finale della Corte d'appello civile di Roma, chiamata a esprimersi nel 2018 sul lodo arbitrale che aveva condannato la Presidenza del Consiglio a risarcire l'azienda di Emma Marcegaglia per 37 milioni di euro, la struttura continua a sbriciolarsi sotto le intemperie. La somma era stata richiesta dalla Mita Resort perché impossibilitata ad operare sia a causa delle strutture pericolanti sia per le mancate bonifiche dell'area portuale.
«Lo stesso lodo arbitrale dice che il vero danno d'immagine lo ha subito solo l'arcipelago della Maddalena e quindi il Comune - dichiara il sindaco Luca Montella -. Il fatto che la Regione, proprietaria degli immobili, paghi somme così alte per beni inutilizzati è un paradosso. Tre quarti dell'imposta se la riprende lo Stato, quando invece nelle isole minori come la nostra dovrebbe ricadere nelle casse comunali visto che ne sopporta il peso».
Il primo cittadino polemizza. «Lo Stato con una mano non ci dà nulla e con l'altra toglie risorse - afferma -. Chiediamo elasticità finanziaria e di liberare le risorse. Tra gli infiniti articoli del Milleproroghe poco ci vuole per trovare quello che contempli la soluzione ai problemi della Maddalena. Sul fronte delle ex strutture militari ribadisco che è urgente nominare un commissario munito di tutti i poteri che metta fine al problema ex arsenale e provveda al ripristino con bonifiche, restauri e ci dia ciò che spetta alla comunità come risarcimento per non aver conseguito la conversione turistica in questo decennio».
Dopo i tanti milioni di euro spesi per la realizzazione del compendio e la riconversione dell'ex ospedale militare le strutture continuano a pesare sulle casse pubbliche. «Nel frattempo i maddalenini rimpiangono l'economia militare - sottolinea il sindaco -, perché c'era occupazione diretta e indotto. Invece che fare tagli sulla sanità la Regione farebbe bene a mettere a reddito i suoi beni, visto che nessun privato pagherebbe un'imposta sugli immobili così alta lasciando nel più totale abbandono le strutture».
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