San Giuseppe, scuola chiusa i genitori ora sono in rivolta
Lanciata una petizione contro il Comune: «Decisione da Medioevo» Oggi pomeriggio è in programma un duro confronto con il sindaco e la giunta
TEMPIO. In città monta la protesta dei genitori per la chiusura delle scuole elementari di San Giuseppe. Dopo l’interrogazione di Tempio Libera che, lunedì mattina, ha chiesto alla giunta Biancareddu di voler desistere dalla propria decisione perché «non ha ragione di esistere in questo momento dell’anno scolastico», ieri è stata la volta di una vera e propria “petizione” popolare che chiede all’amministrazione comunale di «voler mantenere la scuola primaria di San Giuseppe nella sua attuale collocazione, valutando, anziché la sua soppressione, il necessario potenziamento dei servizi e della manutenzione (vedi palestra e zone limitrofe completamente abbandonate), entrambi fondamentali agli alunni e al personale per svolgere al meglio l’attività didattica».
A illustrare l’intera petizione è stata una battagliera delegazione di genitori che si preparano ad affrontare, questo pomeriggio, alle 16, nel salone al primo piano del Comune, l’amministrazione comunale. «Ci sembra di essere tornati indietro di qualche anno - dicono all’unisono i genitori - quando l’allora amministrazione comunale faceva e disfaceva sulla trascuratissima scuola di San Giuseppe, senza informarci e mettendoci di fronte ai fatti compiuti. Volutamente - dicono ancora quelli della delegazione - (e non ci piace apparire, perché non è più igienico farlo con i tempi che corrono), abbiamo voluto chiamare la nostra richiesta “petizione”, come si faceva nel Medioevo, per chinarci, volenti o nolenti, al potere costituito con la speranza che ci ascoltino».
Commenti pesantissimi e amari che denotano l’umore nero e il clima glaciale, provocato da una decisione contestatissima dalle famiglie per mille motivi. «Ci avrebbero potuto prendere per i fondelli in maniera diversa - dice una giovane mamma -. Bastava aspettare la fine dell’anno scolastico e riprendere nel prossimo mese di settembre nell’inadeguato e vecchio caseggiato di piazza della Libertà, raccontandoci una delle tante favole raccontate finora».
Biancareddu, dopo quelle feroci e brutte sulla Rotatoria di San Giuseppe di alcuni mesi fa, oggi potrebbe trovarsi nuovamente al centro di una forte polemica. «La petizione - dicono alcuni firmatari - è stata inoltrata civilmente con il preciso scopo di non far chiudere la scuola. E’ solo il primo atto, però, di una serie di altre iniziative che intendiamo prendere se la giunta, così come sta facendo su tutte le altre cose ancora, intende proseguire in solitudine la sua strada. Ci consola un fatto. Alla fine, prima o poi, la parola torna sempre ai cittadini».
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