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Bandinu e la questione identitaria

Bandinu e la questione identitaria

L’antropologo-scrittore presenta al circolo Mazzolari il suo “Noi non sapevamo”

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TEMPIO. Sarà Bachisio Bandinu a dare inizio all'attività 2017 del Circolo "Don Primo Mazzolari", che martedì 21 febbraio (salone parrocchiale di S. Giuseppe, ore 18), discuterà insieme a soci e simpatizzanti del programma che sta per prendere il via. L'incontro con Bandinu, esponente di punta del mondo intellettuale sardo, si terrà invece il prossimo 4 marzo (Casa del Fanciullo, ore 10). Non sarà il classico convegno e nemmeno il tradizionale incontro con l'autore, anche se a propiziare l'iniziativa è la decisione del circolo "Mazzolari" di presentare in città l'ultimo libro di Bandinu.

Un libro che, a partire dal titolo ("Noi non sapevamo") e dalla sua struttura (è scritto in italiano, ma anche in logudorese, campidanese e gallurese), suscita più interrogativi, chiamando il lettore a prendere coscienza di questioni e problemi la cui ignoranza non ammette più giustificazioni di sorta.

Già ospite di altre iniziative del circolo "Mazzolari" (molti ricorderanno una memorabile lezione sul linguaggio di papa Francesco), Bachisio Bandinu è oggi nell'isola uno degli intellettuali la cui voce è fondamentale per entrare nel merito di quella che viene spesso chiamata "questione identitaria". L'ultimo libro edito da Il Maestrale è un po' la summa di tanti studi e ricerche, tutti legati da una linea chiaramente identificabile: l'amore per la propria terra e l'esigenza di contribuire alla formazione di uno spirito identitario più condiviso. Per questa ragione, per Bandinu, diventa imprescindibile parlare di quelle vertenze che per tanto tempo, e spesso con scarsi risultati finali, hanno animato il dibattito culturale. La lingua, il turismo, l'industria, le basi militari e l'ambiente: sono questi i cinque temi che, affrontati nel libro, saranno oggetto di approfondimento e di un pubblico confronto il prossimo 4 marzo. Per quanto dura, la disamina di Bandinu sui mali che affliggono l'isola non chiude le porte a possibili soluzioni. Su ogni questione viene presa una posizione chiara, che suona come un invito a riflettere e ad escogitare le necessarie soluzioni di carattere pratico e operativo. (g.pu.)

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