Discariche abusive a Olbia: la gogna pubblica è un flop
Il camion vela che doveva mostrare le foto dei trasgressori in giro per la città è sparito, cresce l’abbandono di rifiuti
OLBIA. Più una campagna spot che un efficace strumento di lotta. In città la gogna del sacchetto è un mezzo flop. Il camion vela che doveva portare in giro le immagini dei trasgressori come punizione e monito, è sparito. Nel frattempo le discariche sul territorio hanno proliferato senza che nemmeno un flash immortalasse il momento dell’abbandono. E non serve andare nelle periferie o nelle campagne per trovare le prove dell’inciviltà. Solo nella zona di Mogadiscio, con vista sul lungomare e i fenicotteri, ci sono almeno otto discariche. Degli autori nessuna traccia, nè una foto per il camion vela della gogna.
Degrado Mogadiscio. Un paradiso violentato dall’inciviltà. Hanno il sapore di fantastorie i racconti degli olbiesi sui bagni con la famiglia a Mogadiscio. La zona è sempre sotto gli occhi della città, ma tutti quei sacchetti abbandonati tra la vegetazione sono diventati un elemento del paesaggio. Quasi non ci si fa più caso. Ma fa male al cuore vedere un pezzo del cuore di Olbia nel degrado più totale. Un degrado bipartisan. Che le amministrazioni siano azzurre o rosse poco importa a chi ha trasformato l’area nella sua discarica privata. Nessuno controlla, nessun occhio bionico immortala chi nel buio deposita la sua inciviltà con vista mare, sicuro che il suo gesto avrà come unico testimone muto solo la notte.
I controlli. Il servizio di Vigilanza ambientale della polizia locale in questi mesi ha fatto una serie di controlli, su sua iniziativa o su segnalazione. Ai sopralluoghi con la De Vizia, la società che gestisce la nettezza urbana, segue la pulizia dell’area. Nell’ultima settimana gli agenti hanno autografato 15 multe.
Telecamere. La gogna pubblica annunciata a settembre si è fermata all’annuncio spot. In alcune zone a rischio le telecamere sono state già piazzate, altre verranno sistemate nelle prossime settimane e poi accese. Per garantire i controlli e far scattare le indagini nel caso in cui gli occhi elettronici riuscissero a immortalare qualche incivile del sacchetto, la polizia locale dovrà essere potenziata. Troppo pochi gli agenti al lavoro per garantire la copertura dei servizi minimi ordinari. Impossibile pensare di aggiungere competenze straordinarie.
Campagna flop. Con l’annuncio della tolleranza zero contro i maleducati il sindaco Settimo Nizzi aveva conquistato la città, titoli sui giornali e interviste sui Tg nazionali. Il primo cittadino ci aveva messo la faccia sulla campagna pubblicitaria “Ripresi con le mani nel sacco”. E aveva messo in guardia i potenziali trasgressori. Multe più salate fino a 500 euro e la gogna pubblica del camion vela. Dopo sei mesi dall’annuncio però poco è cambiato in città. Al di là della trovata pubblicitaria, aggressiva e di impatto, gli effetti concreti sono invisibili. Il caso Mogadiscio è solo l’esempio più eclatante di discarica sotto casa. Basta allontanarsi un pochino dal centro e fare una passeggiata a Sa Marinedda, zona centro commerciale, Lido del Sole, strada per Porto Isatana o Enas per vedere il campionario dell’inciviltà subire una impennata impressionante.
Non solo raccolta a casa. Basterebbe poco per avere una città più pulita. Gli strumenti ci sono anche per chi ha qualche allergia alla raccolta a casa. L’ecocentro in zona industriale, il ritiro a domicilio dei rifuti ingombranti ma anche il nuovo servizio creato dalla giunta Nizzi dell’isola ecologica con codice fiscale davanti al museo.
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