In prima fila il comparto agroalimentare
Al momento, le aziende sarde che esportano in Cina operano in tre settori: lattiero-caseario (3A di Arborea con il latte a lunga conservazione) e Alimenta (latte in polvere ovino per bambini);...
Al momento, le aziende sarde che esportano in Cina operano in tre settori: lattiero-caseario (3A di Arborea con il latte a lunga conservazione) e Alimenta (latte in polvere ovino per bambini); vinicolo con Sella e Mosca, Argiolas, Cantine Santadi, Mancini; agroalimentare con olio San Giuliano, acqua Smeraldina, pasta Cellino. Oltre all'artigianato e all'Itc, con l'intesa raggiunta con Huawei.
Molto più capillare la presenza dei prodotti sardi sulla piattaforma Amazon, soprattutto dopo l'accordo commerciale concluso l'anno scorso a Mogoro con il leader del commercio on line di proprietà di Jeff Bezos. Nel bazar virtuale del sito di e-commerce americano c'è il meglio della produzione artigiana isolana, dal settore tessile a quello orafo passando per le produzioni in legno e i complementi d'arredo. Pezzi pregiati che arrivano dalla tradizione pur strizzando l'occhio al design moderno. Un mix che, unito alla precisione del lavoro manuale, fa inevitabilmente lievitare i prezzi. Senza dubbio una buona postazione promozionale per i settori produttivi e creativi della Sardegna. Ma non ancora abbastanza per affermare una presenza importante dell’isola sui mercati orientali. A cominciare da quello cinese.
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