La città sbarca in Cina: firmato patto commerciale con Nanchino
Delegazione del capoluogo di 8 milioni di abitanti stringe un accordo con l’amministrazione Nizzi Anche il sito Alibaba group offre una vetrina. A fine maggio missione alla Fiera Design food fashion
OLBIA. Una muraglia separa la Cina da Olbia. Ben vengano dunque gli accordi commerciali come quello stretto tra l'amministrazione guidata da Settimo Nizzi e la città di Nanchino con l'apertura di un canale preferenziale fra le due città. Così la firma di una lettera di intenti che prevede l'intensificazione dei rapporti commerciali tra le attività produttive di Olbia e la municipalità della città cinese arriva come un atto necessario, visto che la presenza commerciale della nostra città in Cina è praticamente nulla.
Per averne conferma basta una semplice ricerca tematica sul sito di Alibaba.com, piattaforma e colosso di e-commerce di Jack Ma che ha concluso diversi accordi per la promozione di prodotti italiani con brand di primo piano a livello nazionale. Se la Sardegna ha avuto Amazon come vetrina privilegiata per i propri prodotti, puntando inevitabilmente sull'America come mercato di riferimento, l'isola e Olbia restano oggetti sconosciuti nella piattaforma più importante per l'ex celeste impero.
Magneti e vini. Sono le più classiche calamite, quelle che si mettono all'esterno del frigo come ricordo di viaggio, l'oggetto con il brand Olbia più presente sugli scaffali virtuali di Alibaba. L'immancabile immagine di Tavolara campeggia sulle calamite del Quanzhou Real Fine Crafts Co, Ltd. Passando ai prodotti tipici del territorio, compare una fornitura di 250 chili di pecorino sardo, identificato come Sardinian Pecorino Cheese, il cui legame con Olbia è il porto di partenza della spedizione. Il nome olbiese invece torna in auge su Alibaba legato soprattutto ai vini: si parla di un brut venduto sotto il marchio Pedres e un vermentino chiamato Lughente: entrambi venduti dalla Wine di Sardegna Srl con sede in città. Seguono altre calamite con l'effigie della chiesa di San Simplicio e un vino rosso della stessa azienda, denominato Cannonau Lillove. Sempre la stessa Wine di Sardegna Srl commercializza anche altri tipi di vini, alcuni di marche conosciute altre mai sentite. Un paio di ditte di spedizionieri locali, che contemplano tra le destinazioni finali anche Olbia, e la presenza dei prodotti e del nome delle aziende del capoluogo gallurese su Alibaba è praticamente terminata.
Alibaba chi? Se la piattaforma Alibaba è lo specchio della presenza dei prodotti sul mercato dell'e-commerce cinese, le aziende olbiesi non se la passano bene. Dunque ancora non si è colta l'importanza, o non se ne sono avute le capacità, di entrare attraverso una porta di accesso per 439 milioni di utenti attivi cinesi: è l'opportunità che Alibaba Group offre ad aziende grandi e piccole, attraverso le sue piattaforme, di vendere via e-commerce i prodotti in un mercato in grande sviluppo: tra Cina e Sudest asiatico, le previsioni a lungo periodo parlano di oltre 2 miliardi di consumatori. Alibaba è anche alla ricerca di nuovi fornitori per soddisfare la richiesta di prodotti esteri da parte dei consumatori cinesi.
Missione cinese. Davanti al deserto commerciale attuale, si comincia a capire dunque la necessità di accordi "bilaterali" del Comune di Olbia con singole realtà produttive cinesi. Da qui l'accordo sottoscritto pochi giorni fa per la partecipazione alla grande fiera internazionale di Nanchino (si svolgerà dal 27 maggio al 4 giugno di quest'anno). La fiera Design food fashion, sarà interamente dedicata all'Italia. Nanchino è una città di oltre 8 milioni di abitanti, fra le più antiche al mondo e con 54 università attive. Olbia ha così l'opportunità di farsi conoscere e uscire dall'anonimato.
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