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Olbia

La clinica Michelangelo di Olbia: "Non siamo abusivi, ecco i permessi"

Serena Lullia
La clinica Michelangelo di Olbia: "Non siamo abusivi, ecco i permessi"

La struttura di chirurgia plastica sotto sequestro si difende e pubblica su Facebook le autorizzazioni di Regione e Comune

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OLBIA. La difesa social si affianca a quella in tribunale. La Clinica estetica e di chirurgia plastica Michelangelo, chiusa su ordine della Procura con l’accusa di essere abusiva, mostra i primi documenti a sua difesa. Una determina del Comune del 28 luglio 2011 e un’autorizzazione della Regione del gennaio 2015.

La Procura ha fatto mettere i sigilli al poliambulatorio al secondo piano del Delta Center, in zona industriale. Ritiene che la struttura sanitaria non sia autorizzata a eseguire interventi di chirurgia plastica complessa come addominoplastica, mastoplastica e rinoplastica. Contesta anche l’uso delle stanze in cui venivano accolti i pazienti nel post-intervento in day hospital e la somministrazione di alcuni anestetici.

La difesa. «Non è vero che siamo una clinica abusiva – ha scritto ieri sulla pagina Facebook della clinica da oltre 27mila membri Michele Mossa, amministratore della Michelangelo chirugia plastica, indagato dalla Procura insieme al chirurgo plastico Raffaele Ceccarino, al direttore sanitario Antonello Mossa, all’anestesista Renato Cappelletti e al proprietario del Delta Center Gavino Murrighile –. Confidiamo nella giustizia e dimostreremo nelle sedi opportune la nostra totale buona fede e innocenza». Poi la pubblicazione delle autorizzazioni. «Questi documenti provano che sia la Regione autonoma della Sardegna, sia la direzione Generale della Asl di Olbia, sia il Comune di Olbia che ha rilasciato autorizzazione per l'erogazione di prestazioni specialistiche di Chirurgia plastica erano a conoscenza con timbri e firme della nostra clinica».

Le autorizzazioni. Il primo documento postato è una determina del Comune di Olbia firmata dal dirigente del Suap Michele Baffigo. Il documento del 28 luglio 2011 «autorizza la società Michelangelo Chirurgia plastica Olbia srl, con sede legale a Olbia in viale Aldo Moro, all’esercizio dell’attività sanitaria di ambulatorio medico di chirurgia plastica nella struttura sanitaria sita in Olbia palazzo la Serenissima», la sede precedente al Delta Center. Viene poi specificato che «visto il parare favorevole della Regione e trattandosi di trasferimento di una struttura già autorizzata il parere deve intendersi positivo».

C’è poi il parere di compatibilità dell’assessorato alla Sanità, firmato dal direttore Marcello Tidore, alla richiesta della Michelangelo srl di ampliare la struttura sanitaria al Delta Center per inserire un ambulatorio chirurgico. Il parere di compatibilità è una valutazione che la Regione fa sulla base di parametri numericii. Per la legge le prestazioni di specialistica ambulatoriale non devono superare il rapporto di 8 per abitante. «Riscontrato che attualmente il parametro prestazioni/abitante per il territorio di pertinenza della Asl è pari a 2,93 quest’ufficio esprime parere favorevole di compatibilità per l’autorizzazione all’ampliamento della struttura».

Le denunce. L’indagine della Procura di Tempio era partita un anno fa dopo le denunce di alcune donne che si erano sottoposte a interventi di mastoplastica addittiva e addominoplastica. Le pazienti avevano dichiarato, anche con materiale fotografico, di avere riportato delle lesioni permanenti.

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